Gazzettino 3 gennaio

Per il nuovo ospedale la notizia che tutti si attendevano è arrivata alla fine, quando in rappresentanza della Regione al tavolo di presentazione dei nuovi direttori di Azienda ospedaliera, Usl e Iov, ha preso la parola l’assessore Roberto Marcato: «Sull’area del Comune c’è l’assenso della Regione. C’è un tempo per discutere, un tempo per fare speculazioni politiche, un tempo per decidere. La volontà della Regione è di chiudere il 26 gennaio. Invito chi ha ruoli amministrativi e politici a non cadere nelle speculazioni».
Cioè: basta “ciacoe”, ora si va. A meno che non succeda un cataclisma. Ovvero che il presidente della Provincia, Enoch Soranzo, incaricato da Zaia di svolgere un’ulteriore approfondimento dopo la lettera del ministero della Difesa presentata all’ultima riunione nella quale Roma si diceva pronta a cedere la propria parte dell’aeroporto Allegri, non vi siano ulteriori documenti che stravolgono il quadro. Ad esempio: la Difesa chiedeva in cambio un nuovo villaggio per i propri militari e nuove strutture logistiche. I costi, uniti ai tempi (si sa come va con il Demanio) sconsiglierebbero la strada, unitamente al fatto che metà della superficie è invece del Ministero dei trasporti che vuole tenere aperto lo scalo. Dall’altra parte invece, come ha ribadito il sindaco Bitonci intervenuto come presidente della conferenza dei sindaci dell’Usl 15, «c’è un terreno pubblico di 500mila metri già pronto per la viabilità e sicuro dal punto di vista idrogeologico che il Comune cederebbe in diritto di superficie alla Regione».
A questo propostito il Comune che già posside circa 380mila metri quadrati ha prodotto il pre-accordo con i privati confinanti, ovvero con le banche che detengono la proprietà dopo il fallimento dei proprietari, per aggiungere altri 135mila metri su un totale 200mila. Dice Claudio Dario fino a ieri “deus ex machina” del nuovo ospedale come direttore dell’azienda ospedaliera, stazione appaltante incarica da Zaia di seguire l’operazione. «La vicenda dei terreni potrebbe concludersi entro giugno» dal punto di vista dei passaggi formali. Insomma la deduzione è logica. Da quel momento la Regione potrebbe aprire la gara per la progettazione e costruzione. Proprio qualche giorno fa a Treviso, il presidente della Regione ha dichiarato che non demonizza i project-financing con i privati. E dunque il progetto per Padova ovest redatto da “Finanza e Progetti” potrebbe rientrare in gioco.
Come? Si vedrà. La Regione potrebbe acquistarlo e metterlo in gara come base a cui gli altri dovrebbero adeguarsi a un euro di meno, oppure adottarlo direttamente. In mezzo, si sa, c’è un ricorso al Tar per i danni derivati dalla bocciatura di Padova ovest sito per il quale “FeP” aveva risposto alla proposta della Regione. Attenzione alle parole di Dario. «Hanno riproposto il piano per la zona di S. Lazzaro ma non era ricevibile prima di stabilire un sito, perché il Tar ha stabilito che “FeP” possa esprimere la propria posizione ma non essere presente al tavolo di coordinamento» quello fra i soci pubblici attori dell’Accordo di programma. «Ma nulla toglie che una volta definita l’area non possa essere riproposto».