ORMELLE Non ha mai ricevuto alcun finanziamento regionale, non rientra fra le cooperative beneficiarie dei fondi a tasso zero elargiti negli ultimi anni dalla Regione a una quantità di coop impegnate (sulla carta e non nei fatti) nell’inserimento di disabili o ex carcerati. Fenomeno sul quale stanno indagando ben tre Procure. Eppure il grado di riconoscenza e fedeltà all’ex assessore al Sociale Remo Sernagiotto del centro servizi “Casa Luigi e Augusta”, con sede a Roncadelle di Ormelle in via Negrisia – 143 posti letto di cui 120 accreditati, 9 infermieri professionali turnati sulle 24 ore – è massimo, indiscutibile e immutato. Testimonianza di un sistema di relazioni costruito nelle stanze di Palazzo Balbi che hanno contribuito alla costruzione del consenso. L‘anno scorso quando mancavano pochi giorni al voto per le Europee, il presidente Luigi Cescon firmò una lettera indirizzata al personale e ai soci della cooperarativa dove li invitava a sostenere il candidato Remo Sernagiotto: «Il consiglio di amministrazione della Luigi e Augusta, società cooperativa sociale- si legge – sente di dover far presente a tutti voi l’invito di esprimere la preferenza per consigliere regionale Remo Sernagiotto». A un anno da quella lettera, in piena bufera politico-giudiziaria, la fedeltà è immutata. «Abbiamo conosciuto Sernagiotto quando era assessore ai servizi sociali – spiega il direttore del centro servizi, Severino Cescon, che di Luigi è anche cugino – e Mario Modolo era dirigente: due grandi persone. Finanziamenti? Mai ricevuti. «Mutui con le banche, semmai, come tutte le società. Noi andiamo a testa alta». E in Regione? «Quando abbiamo avuto dei problemi con la cooperativa Cps che era in difficoltà nel pagare gli affitti, fu Modolo a consigliarci di creare una cooperativa per la gestione diretta (nel 2013, ndr), mentre in precedenza davamo in affitto i locali. Ci hanno aiutato senza chiedere nulla». E adesso che ex referente politico ed ex dirigente sono al centro di una bufera di queste dimensioni? Per Severino Cescon (impossibile mettersi in contatto con il presidente Luigi) si tratta di una «battaglia contro Zaia costruita apposta». Battaglia politica? E le Procure che indagano? «Di queste notizie ho letto le prime tre righe poi ho chiuso il giornale. La lettera ai soci e ai dipendenti per invitarli a votare per Sernagiotto? La rifarei anche adesso, anche se i giornali scrivono, perché per me si tratta di un attacco politico. E lasciateli stare, voi giornalisti, sono bravissime persone».