Il Popolo, 25 settembre

Ospedale Unico del Veneto Orientale: si o no? Il Presidente della Regione, Luca Zaia, ha dichiarato che non si farà. Sembra che abbia voluto chiudere così il tormentone, ma la Giunta regionale, nella deliberazione che modifica le schede ospedaliere di San Donà e Portogruaro, lo ha riaperto. Sembra paradossale, ma al momento le cose starebbero proprio così..

PIETRA SOPRA? NO
I consiglieri comunali di Portogruaro erano convinti che Zaia, con ripetute dichiarazioni pubbliche, avesse messo una pietra sopra all’Ospedale Unico.
Fanno fede le dichiarazioni convergenti su questo punto rilasciate durante i lavori della Commissione consiliare del 4 settembre scorso: dal sindaco Senatore, nonché dai capigruppo Terenzi, Zanutto, Scarpa e dagli altri commissari. La relazione dell’assessore competente Toffolo era stata chiarissima nell’evidenziare tutte le criticità dell’eventuale Ospedale Unico: dalle fughe degli utenti verso il Friuli Venezia Giulia, all’offerta sanitaria esistente sperequata territorialmente, ai criteri largamente insufficienti usati per proporre la localizzazione della nuova struttura.
OSPEDALE UNICO A GALLA
Nei giorni successivi è divenuta di pubblico dominio la deliberazione n. 70 assunta dalla Giunta Regionale il 18 agosto scorso, trasmessa alla Commissione consiliare competente per il parere d’obbligo.
Qui le cose cambiano. Il documento contiene la modifica della dotazione ospedaliera di San Donà di Piave e di Portogruaro, ma conferma la realizzazione di una nuova sede unica ospedaliera dell’Ulss 10 Veneto Orientale, con cambiamento soltanto dell’orizzonte temporale.
Il tutto perché (testuale) «sono emerse alcune importanti criticità relative alla scelta del sito ove realizzare il nuovo ospedale, criticità tutt’ora presenti e che necessitano dei dovuti approfondimenti».
Si modificherebbero le schede degli ospedali esistenti, ma solo per guadagnare tempo, mantenendo viva la prospettiva dell’Ospedale Unico.
CREDIBILITA’ PERDUTA
Il Presidente Zaia sembrerebbe andare in una direzione, mentre la sua Giunta andrebbe in senso inverso. Forse non sarà così, ma va fatta chiarezza. Prima è, meglio è. Il tormentone sulla struttura unica ha già provocato gravi danni all’Ospedale. In questo clima non si possono stabilizzare i primari. Appena possono scappano. La sospensione del Punto Nascite è stata determinata all’impossibilità di avere un primario stabile. La causa di tutto va ricercata nelle decisioni della Regione. La prossima settimana dovrebbe riaprire con personale medico con contratto a tempo determinato, ma se non ci sarà un primario stabile sarà difficile rilanciarlo. Bisogna riconquistare la credibilità perduta. L’Ulss dovrà convincere le donne a ritornare al Punto Nascite di Portogruaro. Senza di loro si chiude definitivamente.