Gazzettino 20 aprile

ADRIALa consigliera regionale di Italia in Comune Patrizia Bartelle all’attacco del Centro Servizi Anziani: «Ho di nuovo chiesto il commissariamento del Csa dato che ora, oltre ai livelli occupazionali, a essere a repentaglio è anche la salute di ospiti e lavoratori. Si tratta di un istituto pubblico di assistenza e beneficenza e non di un’azienda con scopo di lucro. Al centro di ogni azione deve esserci quindi la salute degli ospiti». Dopo il protrarsi per anni di una vertenza sindacale, Bartelle ora punta il dito sulle nuove emergenze come la presenza nella struttura del batterio della legionella e attacca anche i vertici del Csa. «Si sono vantati degli accordi di collaborazione con l’Opera Pia Bottoni di Papozze, sottostimando il pericolo legionella. Se queste sono le premesse viene da pensare che forse gli ospiti e i collaboratori delle altre strutture polesane staranno facendo gli scongiuri affinché gli accordi già conclusi con la Bottoni non siano estesi anche ad altre istituzioni».L’ACCORDOSull’intesa tra Csa e Bottoni interviene anche il consigliere dell’Opera Pia Enrico Naccari: «L’ho saputo dalla stampa. Io in cda ho votato contro. Non sono contrario agli accordi tra enti pubblici, specie se lo scopo è contrastare le agevolazioni, principalmente fiscali, di cui godono le paritetiche strutture private accreditate in Regione. Ma mi domando se è effettivamente questo il senso del patto concordato».Naccari sottolinea che in Veneto esiste già una struttura incaricata dalla Regione di occuparsi, a livello centralizzato, di tutte le attività tecnico – specialistiche, tra cui gli acquisti, le procedure di selezione del personale e gli altri ambiti aziendali. «È l’Azienda Zero – precisa Naccari -, opera gratuitamente in quanto pagata con le tasse pagate dai veneti a favore degli enti sanitari della Regione. Allora, se già la Regione ha assegnato ad Azienda Zero la missione di garantire la razionalizzazione, l’integrazione e l’efficientamento dei servizi sanitari, socio-sanitari e tecnico-amministrativi, che senso ha l’accordo che l’Opera Pia di Papozze ha deciso di sottoscrivere?».Il dubbio di Naccari è che tutto serva a veicolare una futura privatizzazione delle strutture firmatarie. «Per esperienza so che non si deve mai sottoscrivere alcunché senza un’attenta analisi dei costi e dei benefici. Verifica ancor più necessaria, quando si gestiscono anche fondi pubblici. Diego Guolo poi, presidente dell’Opera Pia, non ha presentato alcuna analisi».