PadovaOggi 16 dicembre

Nuovo ospedale a Padova est o all’aeroporto Allegri, tavolo in Regione

Si è riunito mercoledì a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale a Venezia, il tavolo di coordinamento tra gli enti interessati alla realizzazione del nuovo ospedale di Padova, presieduto dal governatore Luca Zaia, accompagnato dagli assessori regionali Luca Coletto, Roberto Marcato e Giuseppe Pan. Presenti anche, affiancati dai rispettivi tecnici, il sindaco di Padova Massimo Bitonci, il presidente della Provincia Enoch Soranzo, il rettore dell’Università Rosario Rizzuto, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Claudio Dario e Giuseppe Opocher, in rappresentanza del commissario dell’Istituto oncologico veneto.

SCARTATA DEFINITIVAMENTE PADOVA OVEST. Sul piatto le tre possibili aree su cui progettare la realizzazione del nuovo ospedale di Padova: Padova est, Padova ovest e l’area dell’aeroporto Allegri. Dalla relazione dell’Azienda ospedaliera, incaricata lo scorso 29 ottobre, è emerso come l’iniziale prospettiva di edificare il nuovo polo ospedaliero a Padova ovest non sia non praticabile, quanto piuttosto estremamente costosa: “L’area presenta problemi significativi al cui rimedio deve corrispondere un investimento considerevole sia in termini economici che in termini idraulici – ha detto Claudio Dario – quindi non c’è un giudizio di impossibilità, ma una valutazione dell’impatto economico che questo comporta”.

BITONCI: “AVANTI CON PADOVA EST”. Scartata definitivamente Padova ovest, l’ipotesi più accreditata resta quella di Padova est. In merito è intervenuto il sindaco di Padova: “Per la realizzazione dell’intervento, considerato che l’area viene messa a disposizione dal comune di Padova e le opere infrastrutturali sono già realizzate, con l’area di San Lazzaro vi è un risparmio di circa 80 milioni di euro, così come stimati per l’acquisizione e l’infrastrutturazione dell’area di Padova ovest”. Per quanto concerne i problemi di natura idraulica a Padova Est, “le indicazioni del Pati e del Pat riguardano una parte marginale dell’area dove avverranno gli interventi privati – ha proseguito Bitonci – mentre non sono previste e considerate necessarie opere idrauliche e strutturali per mettere in sicurezza l’area dell’intervento pubblico dove nascerà l’ospedale, né da parte del Comune né da parte del Consorzio di bonifica e della società che gestisce la rete fognaria, che è Aps-Acegas del gruppo Hera, quindi abbiamo le relazioni anche dei due enti”. “Lo stesso Piano comunale di protezione civile validato nel 2013 dalla Provincia indica che l’area di Padova est, località San Lazzaro, viene proposta per la realizzazione dell’ospedale come ‘idonea e sicura per la concentrazione della popolazione in caso di incidente ed evento particolarmente grave'”, ha concluso il sindaco.

AEROPORTO ALLEGRI, IL COLPO DI SCENA. Il vero colpo di scena riguarda l’ipotesi dell’aeroporto Allegri, che rientra in gioco come possibile area idonea alla costruzione del nuovo ospedale. Il presidente della Provincia Enoch Soranzo ha infatti presentato al tavolo una lettera firmata dal sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano, nella quale il Ministero conferma l’intenzione di mettere a disposizione l’area per l’edificazione del polo ospedaliero. “Non appena individuata un’ipotesi di soluzione condivisa – conclude la missiva – sarà promossa a cura della task force ‘dismissione immobili’ della Difesa una opposita riunione con tutti i soggetti interessati”.

ZAIA: “DOBBIAMO CHIUDERE”. La lettera è stata presentata “a sorpresa” dal presidente Soranzo, dopo che il sindaco Massimo Bitonci aveva appena annunciato il no del Demanio alla disponibilità dell’area. “Penso che il Comune abbia fatto bene ad esperire la strada del Demanio – ha commentato Luca Zaia – anche perché ricordiamo che la gran parte di quell’aeroporto è civile e una parte minimale è militare. Oggi ci sono dei nuovi elementi che sono quelli di Padova est – ha concluso il governatore – e prova ne sia che questo tavolo ha dato incarico a Dario, in qualità di Azienda ospedaliera e anche di stazione appaltante, di valutare le opportunità che nei mesi sono arrivate. Oggi si è fatto un buon lavoro, innanzitutto si è vista questa analisi delle aree in contraddittorio, al dottor Dario darei mandato di chiudere entro gennaio. Perché di ipotesi se ne possono fare di nuove tutti i giorni, ma noi abbiamo necessità di chiudere e quindi fare queste ultime verifiche”.

BITONCI SU ALLEGRI. “Risulta del tutto isolato un interlocutore il cui unico interesse sembra essere quello di voler tardare il compimento di un’opera, che è prioritaria per la città e per tutti i veneti. La lettera di un sottosegretario, presumibilmente redatta di fretta, dopo che la stampa aveva dato notizia dell’indisponibilità, comunicata dall’Enac, dell’area dell’aeroporto Allegri, ha il sapore di un’azione di disturbo, esercitata ormai fuori tempo massimo”. Queste le parole del sindaco Massimo Bitonci, che aggiunge: “L’area cosiddetta di Padova Est è stata promossa non solo per gli ingenti costi che derivano dalla scelta di eventuali altre opzioni, ma anche per le sue caratteristiche specifiche, comprese l’immediata disponibilità e le infrastrutture esistenti o in stato di avanzata progettazione”.

DE POLI: “RIAPRIRE SULL’ALLEGRI”. “Dopo la disponibilità del Ministero, è auspicabile che si riapra il dibattito: l’ipotesi dell’aeroporto Gino Allegri, infatti, contiene tutti gli elementi positivi necessari per ospitare il nuovo ospedale di Padova – ha dichiarato il senatore Udc Antonio De Poli – si tratta di un’area che ha tutte le carte in regola per ospitare il nuovo policlinico universitario: innanzitutto non ci sarebbero costi visto che si tratta di area demaniale che verrebbe dismessa dalla Difesa; inoltre – continua – è una zona molto vasta, oltre 650 mila metri quadrati; il fatto che si trovi in un’area ben collegata con il resto della città è certamente un altro punto di forza da considerare positivamente – conclude – così come la vicinanza con il complesso sociosanitario Casa ai Colli”.

TRA UN MESE IL VERDETTO. La prossima riunione è stata fissata per il 26 gennaio. In tale data saranno presentati gli esiti di un “ulteriore approfondimento rispetto alle aree in modo tale che definiamo la partita e se ne possa uscire con l’area e si inizi a lavorare – ha concluso Zaia – penso sia più che sufficiente più di un mese da oggi”.