Arena 15 dicembre

Avete in agenda per domani un esame o una visita in ospedale? Un controllo dal medico di famiglia? Sappiate che l’appuntamento potrebbe saltare. Medici di famiglia, ospedalieri e convenzionati mercoledì infatti incroceranno le braccia. La gran parte delle organizzazioni sindacali di categoria (circostanza che non si verificava da tempo) hanno proclamato uno sciopero generale di 24 ore per denunciare, «in maniera unitaria, il grave e perdurante disagio causato ai cittadini da politiche orientate esclusivamente ad una gestione contabile del Servizio sanitario nazionale, con l’unico obiettivo del risparmio economico, sempre meno legate all’obbligo di rispondere ai loro bisogni assistenziali secondo principi di equità, giustizia e sicurezza».
Il presidente dell’Ordine dei medici di Verona, Roberto Mora, ricorda «che lo sciopero fa seguito alla riunione degli stati generali della professione medica, svoltasi il 21 ottobre, cui non ha fatto seguito alcuna risposta delle istituzioni. Ragion per cui è stato elaborato il documento unitario che riassume i dieci punti dolenti, causa del malessere dei medici italiani. Ci teniamo a far sapere ai cittadini che faremo sciopero non per rivendicare migliorie contrattuali, ma per difendere una conquista di civiltà. Protestiamo per difendere il Servizio sanitario nazionale che, pur tra mille difficoltà, riesce ancora a garantire cure di qualità, sicure e accessibili a tutti. Caratteristiche che sono sempre più in pericolo nel momento in cui il cronico sottofinanziamento, i tagli, le carenze di personale, le diversità di erogabilità delle prestazioni tra le varie Regioni stanno compromettendo una delle sue caratteristiche fondamentali: l’accessibilità».
Aggiunge il presidente Mora: «A governo e Regioni chiediamo attenzione per la salute dei cittadini e consapevolezza delle pesanti e negative ripercussioni sulle liste di attesa, sulla integrazione ospedale territorio, sulle condizioni di lavoro, sulla qualità e sicurezza delle cure, sulla sperequazione esistente nella esigibilità del diritto alla salute e nei livelli di tassazione, che derivano da un progressivo impoverimento del servizio pubblico. E di mettere fine alla intollerabile “caccia alle streghe” che prevede, panacea di ogni problema legato all’erogazione delle prestazioni sanitarie, sempre e solo sanzioni e multe a carico dei medici, capri espiatori delle colpe di politici ed amministratori miopi e inadeguati. Un livello di finanziamento del servizio sanitario inferiore al fabbisogno, ed a quanto in precedenza stabilito da Governo e Regioni, rappresenta l’anticamera di un ulteriore razionamento dei servizi cui concorre un blocco del turnover che, indifferente alla carenza di personale prevista nei prossimi anni, mette a rischio i livelli minimi di servizio, peggiora le condizioni di lavoro e costringe i giovani ad emigrare o adattarsi ad un precariato stabile»
«Mettiamo a disposizione l’impegno con cui quotidianamente assicuriamo la tutela della salute dei cittadini», conclude il presidente Mora, «per un reale rilancio di una sanità pubblica che sia ancora unitaria, equa, universalistica e sostenibile».