Giornale di Vicenza 23 gennaio

Fondazione Tomba-Pevarelli, la vicenda con il Comune è ancora in stallo. E per Clara Pevarelli, vedova dell’avvocato Clemente Tomba, è giunto il momento di rompere gli indugi. «Ho 87 anni ed ho problemi di salute: il tempo delle attese è finito, è arrivato il momento di agire. La Fondazione va sciolta. Sono pronta a rivolgermi alle istituzioni preposte per risolvere la questione che si trascina ormai da troppo tempo».La vicenda è nota: costituita nel 2008 con 5 mila euro versati dal Comune e 50 mila dalla vedova Tomba, con la disponibilità a versarne altri 450 mila, la Fondazione non è mai decollata. La finalità dell’ente era quello di offrire agli anziani un contesto di compagnia e convivenza attraverso il quale arginare e gestire il problema della solitudine, accanto a servizi di assistenza specifici per le persone anziane.«Sono ormai passati tre mesi dagli ultimi contatti con il Comune – ha dichiarato l’avvocato Claudia Longhi che cura gli interessi della signora Pevarelli – ma non è cambiato nulla. Dopo che la questione è approdata in consiglio comunale a fine ottobre, conclusosi con una dichiarazione del sindaco che per valutare di sciogliere la Fondazione riteneva si dovesse valutare la compensazione dei costi sostenuti pretendendone il ristoro, ho inviato un’ulteriore lettera, ma anche questa è rimasta senza risposta».Continua il legale: «Prima di Natale ho interpellato il segretario comunale, che ha una funzione di garanzia e legalità, chiedendogli un intervento: mi ha assicurato che avrebbe portato la questione in giunta e che, positiva o negativa, avrei avuto una risposta scritta. Ma anche questo non è avvenuto. A questo punto per me la trattativa è finita. Ormai è chiaro che l’amministrazione comunale di Montecchio Maggiore non ha interesse per la Fondazione nata in memoria dell’avvocato Tomba. La soluzione logica dunque è il suo scioglimento».Aggiunge, infine, l’avvocato Longhi: «Per non lasciare nulla di intentato fisserò un appuntamento dal notaio per una soluzione concordata. Se anche quest’ultimo tentativo fallirà mi rivolgerò alla Prefettura, chiedendo un suo intervento dato che ha potere sulle fondazioni a finalità sociale, e contestualmente presenterò un esposto un procura per chiedere lo scioglimento forzato. Il consiglio di amministrazione è scaduto da anni e non viene più convocato, non c’è traccia di bilanci».Clara Pevarelli si dice sempre più amareggiata ed arrabbiata: «Mi sembra lampante – conclude – che quando due soci non vanno d’accordo la società va sciolta. A questo punto mi vien da pensare che sia solo una ripicca nei miei confronti, altre spiegazioni non ne trovo»