Gazzettino 31 dicembre

“Ho scelto Padova, la mia seconda casa. Una città che conosco bene, dove ho vissuto vent’anni, mi sono laureato, ho fatto il direttore sanitario. Abbiamo davanti sfide importanti, l’attenzione alla qualità dei servizi e allo sviluppo, sullo sfondo l’avventura del nuovo ospedale: le attuali strutture edilizie non sono all’altezza e non consentono più di tanto l’efficienza. Lo faremo, il nuovo ospedale, ci metteremo il massimo impegno, la discussione sulla sede la ritengo legittima perchè è l’unica cosa che non cambierà e condizionerà l’urbanistica. Studiarla a fondo non è tempo perso». Parola di Luciano Flor, nuovo direttore dell’Azienda ospedaliera di Padova, per la quale lascia la direzione dell’Azienda provinciale sanitaria del Trentino (critico ieri il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi: «Questa scelta ci lascia molto delusi, proprio in virtù del fatto che avevamo fatto puntando fortemente sulla professionalità del dottor Flor»). Lui resterà sulla carta direttore a Trento fino al 31 gennaio, anche se già dopodomani sarà a Padova per prendere “possesso” della poltrona.
Contento del lavoro svolto e solleticato da nuove sfide Claudio Dario: «Il fatto che il ragionamento sia per Ulss provinciali sono certo tornerà utile a tutta la sanità padovana: con i colleghi lavoreremo sulle sinergie, su progetti e obiettivi condivisi». Soddisfatto del “grande salto” da Cittadella a Treviso, peraltro sua città di residenza, Francesco Benazzi: «Ringrazio il governatore per la fiducia, l’area provinciale di Treviso è importante, sarà un bell’impegno e ne sono consapevole. Umanizzazione, liste d’attesa, gestione dei poli di Pronto soccorso, rafforzamento degli ospedali nel territorio: questi saranno i punti cardine del mio operato». Anche lui sarà a Treviso (bacino provinciale 980mila abitanti) già il 2 gennaio.
Cellulare muto quello di Brazzale, a bocca asciutta è rimasta anche Giuseppina Bonavina, finora direttore generale dell’Ulss 20 di Verona e non ripescata. Ai nuovi dg sono andati i complimenti del magnifico rettore dell’Università Rosario Rizzuto: «Voglio dare, a nome mio e dell’Ateneo, il benvenuto al dottor Luciano Flor, professionista molto apprezzato in tutte le realtà in cui ha operato. Sono certo che fra Azienda e Università si manterrà, come col suo predecessore, un rapporto di grande collaborazione per la valorizzazione della medicina universitaria e per la tutela di quel bene superiore, la salute dei cittadini, che guida ogni nostra scelta. Auguro quindi buon lavoro a Flor, così come al dottor Claudio Dario, nuovo direttore della Ulss». Rizzuto dice di condividere pienamente l’iniziativa del governatore Luca Zaia di riduzione delle Ulss, «decisione che permette un miglior coordinamento delle attività e una razionalizzazione delle spese. Confidiamo che in questo quadro sarà ancora più agevole integrare il contributo essenziale della medicina universitaria alla sanità del nostro territorio». Per Antonino Pipitone, responsabile IdV del Veneto, «la nomina di Dario a dg delle Ulss di Padova, Bassa e Alta Padovana è garanzia che avremo un ottimo manager a governare il passaggio delicato e complicato delle unificazione delle Aziende. Il dubbio che rimane riguarda il nuovo Ospedale di Padova che verosimilmente subirà un’altra battuta di arresto (niente di nuovo)». La prima rogna in vista per la “nuova” Ulss è la dimissione di nove medici di base dalla struttura intermedia e dall’hospice, tanto che «non sappiamo – rileva Domenico Crisarà, segretario della Fimmg – con quali medici e con quali criteri l’ente coprirà dal primo gennaio i turni vacanti».