NERVESA Ha dato 15 giorni di tempo, il sindaco Fabio Vettori, alla cooperativa Ca’ della Robinia per dare risposta ai chiarimenti richiesti. Scadenza per la fine del mese. Risposte avute finora? Zero. Chiarimenti che riguardano una sola cosa: che fine ha fatto il progetto oggetto di una convenzione col comune di Nervesa approvata nel febbraio dello scorso anno, con la sola astensione di Guido Lorenzon e Ferruccio Rossi. Convenzione da cui si ricava cosa voleva fare Ca’ della Robinia all’ex Disco Palace e cosa il Comune pretende venga fatto pena la decadenza dei permessi dati e la negazione dell’agibilità dei locali. «Noi dobbiamo far rispettare quell’accordo -spiega Fabio Vettori- e se non viene data risposta non potremo far altro che prendere le decisioni conseguenti, che sono la decadenza di quanto previsto dall’accordo. Mi auguro però che tutto possa essere ricondotto nei giusti binari». L’amministrazione comunale ha cominciato a chiedersi cosa stava avvenendo quando si è vista arrivare la domanda di scia commerciale, ossia il subentro della catena Galileo nella birreria. E adesso attende chiarimenti mentre su Ca’ della Robinia e sul contributo regionale indagano due Procure. «Perlomeno presentino il progetto -aggiunge il sindaco Fabio Vettori- in modo che noi possiamo esaminarne la validità e avviare l’iter burocratico». Da Bruna Milanese, la presidente della cooperativa, è arrivata però la dichiarazione che il Comune è stato lento col piano degli interventi. «Mai piano degli interventi è stato più celere -replica Vettori- il Pat è stato approvato a luglio 2013, nel luglio 2014 è stato adottato il piano degli interventi e mai lavoro è stato fatto più velocemente di così. A novembre è stato approvato ed è diventato efficace con la pubblicazione nel Bur del 13 dicembre scorso. Dal 14 dicembre poteva essere presentato il progetto ma non abbiamo visto nulla se non questa richiesta di subentro nell’attività commerciale». Stando all’accordo approvato era ambizioso il progetto, che riguarda oltre 44mila metri quadri in via Carretta sul Montello, un fabbricato di 2200 metri cubi che è l’ex ristorante Lago Turchino e l’ex discoteca con una superficie coperta di 1800 metri quadri. Obiettivo del comune era qualificare l’area oggi dismessa ed inserita nel Montello, mediante la realizzazione di attrezzature ed impianti destinati allo sviluppo di un progetto sociale legato alla disabilità, in particolare persone affette da autismo e morbo di Down. Si è visto solo il subentro del locale della catena Galileo: una birreria.