Il Gazzettino, 29 novembre 2019

NERVESA La Regione Veneto chiederà oltre 3 milioni e mezzo di euro di danni agli imputati nel processo per Ca’ della Robinia. L’amministrazione di Palazzo Balbi, infatti, si è costituita parte civile fin dall’avvio del procedimento penale relativo all’ex discoteca di Nervesa della Battaglia che doveva essere riconvertita in una struttura per il recupero e l’assistenza di persone con disabilità o in situazioni di disagio, ma nella quale, invece, fu realizzata solo una birreria. E ora, nell’ambito del processo che si aprirà il 14 gennaio, punta a farsi risarcire i 3,4 milioni di euro di fondi regionali con i quali il progetto era stato finanziato.
DANNO D’IMMAGINE «Ma oltre al danno materiale, ci sono pure il danno reputazionale e quello dovuto allo sviamento di queste risorse, che avrebbero potuto essere impiegate per finalità di effettiva utilità sociale, come avrebbe dovuto essere» spiega l’avvocato Antonella Lillo, socio fondatore dello studio legale BM&A di Treviso, che assiste la Regione. Per la vicenda sono stati rinviati a giudizio Remo Sernagiotto, ex parlamentare europeo, all’epoca dei fatti assessore regionale al sociale, Mario Modolo, allora dirigente del settore Servizi sociali della Regione, e Giancarlo Baldissin, proprietario del fabbricato dell’ex Disco Palace. Ieri si è aggiunta la figura di Pierino Rebellato, ex consigliere di amministrazione di Ca’ della Robinia, che andrà a processo. Il gup ha infatti respinto la richiesta di patteggiamento, rinviandolo a giudizio. Rebellato dovrà rispondere di truffa aggravata e bancarotta fraudolenta. Gli altri, a vario titolo, di truffa aggravata e corruzione. Altri quattro soggetti coinvolti, tra cui la ex presidente della coop Ca’ della Robinia, Bruna Milanese hanno già patteggiato.
LA VICENDA Nel tempio della disco trevigiana degli anni 80 e 90, da tempo chiuso, doveva essere realizzato un centro per persone svantaggiate, con tanto di allevamento di capre nei terreni circostanti e laboratorio per la lavorazione del latte e del formaggio, oltre ad alloggi e altre strutture. A gestire il tutto, appunto, la cooperativa Ca’ della Robinia. Le attività a sfondo sociale, però, non sono mai cominciate e lo stabile, una volta acquistato e ristrutturato, ha finito solo per ospitare, per un certo periodo, un pub. Secondo l’accusa (respinta dagli interessati), Sernagiotto e Modolo avrebbero imbastito l’operazione e poi facilitato l’iter di assegnazione delle risorse pubbliche, per favorire l’amico Baldissin, in difficoltà nel vendere la vecchia discoteca. L’imprenditore si sarebbe poi sdebitato con una serie di versamenti, provati da assegni, ad una immobiliare di cui i due erano soci (da qui la corruzione). «Fin da quando è emersa la violazione dello scopo del finanziamento (nel 2015, ndr), la Regione ha attuato tutte le iniziative in tutte le sedi possibili» ribadisce l’avvocato Lillo. Lo stesso presidente Luca Zaia ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e un altro alla Procura: il giudizio contabile è ancora pendente.
INGIUNZIONI E PIGNORAMENTI In parallelo, l’amministrazione ha revocato il finanziamento e, tramite i propri legali, si è mossa per cercare di recuperare il denaro indebitamente utilizzato. Sono stati chiesti e ottenuti un’ingiunzione di pagamento e il pignoramento dell’immobile. Nel frattempo, nel 2016, la coop è fallita, passando sotto la responsabilità di un curatore, e la Regione si è dunque insinuata nel fallimento per avere ristoro dei propri crediti. Finora gli sforzi non hanno avuto esito. Anche perché i possibili compratori per l’ex Disco Palace scarseggiano: acquistata per oltre due milioni di euro sette anni fa, l’area è stata battuta all’asta più volte, l’ultima a metà novembre dello scorso anno. Nonostante un prezzo base ridotto a 530mila euro, il tentativo di vendita è andato deserto. Infine, come accennato, la costituzione di parte civile. Ora si attende l’esito dell’azione risarcitoria collegata al processo: qualora il procedimento penale si concluda con una condanna, sarà il giudice a stabilire il ristoro del danno in sede civile.