Corriere delle Alpi 30 dicembre
BELLUNO. Tempi di attesa, la situazione all’Usl 1 non solo è sotto controllo, ma è anche in miglioramento.
«A dirlo è l’andamento delle aderenze allo standard nel periodo tra il 2012 e il mese di novembre di quest’anno», hanno precisato Faronato e il direttore amministrativo Francesco Favretti.
«Sia per la classe A (attesa di massimo 10 giorni), che per la B (30-60) e la C (180) si è raggiunta un’aderenza che supera il 95%. In netto miglioramento rispetto agli anni precedenti, quando comunque si rimaneva sopra il 75%. Il risultato è stato possibile grazie a una gestione dinamica del sistema, in primis concordando con il personale la disponibilità ad aperture ambulatoriali eccezionali (serali prefestive e festive)».
Guardando invece i risultati economici del triennio, il confronto tra il risultato di esercizio effettivo e quello previsto dalla Regione Veneto mette in evidenza un differenziale di 5 milioni, «che corrisponde di fatto al risparmio che siamo riusciti ad avere», ha aggiunto Favretti, «non tagliando i servizi, ma razionalizzando».
«C’è poi da prendere in considerazione un altro dato», ha detto ancora, «ossia che da settembre 2014 i pagamenti dei fornitori sono garantiti a 60 giorni, come previsto dalla legge. Nel 2013 si parlava di 400 giorni di ritardo. Il rispetto delle tempistiche ci ha permesso di risparmiare lo scorso anno circa 600 mila euro di interessi passivi rispetto al 2013».
La direzione dell’Usl 1 ha inoltre ricordato i principali lavori di manutenzione straordinaria eseguiti in economia, oltre a quelli di riqualificazione energetica. «Da non trascurare un altro lavoro più “nascosto”», ha affermato Faronato, «ossia quello con cui, come previsto da una delega che la Regione ha dato nel 2013 alle aziende sanitarie, si è proceduto alle verifiche di autorizzazione e accreditamento della ex legge regionale 22/2002: verifiche che hanno riguardato 73 strutture tra case di riposo, centri per disabili, scuole per l’infanzia. Nel triennio è stato poi portato avanti il percorso che porterà a un fascicolo sanitario del paziente completamente digitalizzato. Ma anche il “Progetto sicurezza del paziente”: da qualche mese in
Pronto soccorso sono stati introdotti i braccialetti con il codice a barre, per evitare scambi o errori dovuti a omonimie.
«Un progetto», chiosa Faronato, «che c’è l’intenzione di introdurre anche, in primis, al centro trasfusionale