Arena 30 dicembre

Coccole alle bambole, musica, spettacoli teatrali e tecniche di rilassamento. All’Ipab «Domenico Cardo» arrivano tecniche di cura che stimolano la curiosità e le abilità cognitive degli ospiti e aiutano a superare patologie anche gravi, senza eccessivo ricorso a cure farmacologiche. La prossima frontiera dei trattamenti sarà la stimolazione multisensoriale che sarà eseguita nella stanza cosiddetta «snoezelen». «Snoezelen» in olandese significa «cercare» e «rilassare», si riferisce perciò ad un’attività che promuove il benessere della persona stimolando, in maniera semplice, i sensi all’interno di uno spazio adeguatamente allestito.
La psicologa dell’Ipab, Giovanna Vigato, coadiuvata dall’educatrice Rita Zanaica, sta portando avanti da almeno quattro anni alcuni progetti specifici per affrontare le patologie degenerative degli anziani e di migliorare il loro umore, la salute e la condotta, prevenendo comportamenti rischiosi per sé e per gli altri.
«Negli ultimi anni le esigenze degli anziani sono cambiate», ricorda Zanaica. «In passato essi entravano in casa di riposo in condizioni migliori, in grado in parte di badare a se stessi, oggi invece ci troviamo a dover curare tipologie più o meno gravi di demenza senile che possono portare a stati di ansietà, ad episodi di vagabondaggio e perfino a manifestazioni di aggressività». «Stiamo perciò cercando di sviluppare programmi di recupero non frustranti, bensì rispettosi sia dei bisogni che delle capacità residue di queste persone», spiega Vigato.
Il primo progetto partito alla «Cardo» alcuni anni fa è stato quello della musicoterapia, in collaborazione con altre quattro case di riposo. Il protocollo seguito nella struttura colognese è stato perfino pubblicato nel 2012 su una rivista internazionale del settore. Un’altra tipo di terapia applicata a una decina di soggetti con gravi problemi cognitivi e del tono dell’umore è quella delle bambole, la cosiddetta «doll therapy». «Dopo un periodo di sperimentazione, l’ospite inizia a prendersi cura della propria bambola, che spesso identifica con un bambino vero e proprio: le parla, la culla, la veste, le cambia il pannolino e la prepara per andare a letto. La doll therapy, oltre a ridurre gli stati di agitazione ed aggressività, contribuisce a rispondere ai bisogni affettivi che non vengono più soddisfatti come in passato ma di cui hanno sempre bisogno», chiarisce Vigato. Con l’aiuto della psicologa, una ventina di persone esegue anche delle sedute di rilassamento specifiche.
Quest’anno, la casa di riposo ha deciso di aprirsi maggiormente al territorio. Grazie alla collaborazione con l’«Associazione teatro Comunale», un gruppo di 15 utenti partecipa alle serate della rassegna teatrale colognese. Inoltre, una decina di anziani ha preso parte al corso di musica con Andrea Testa, organizzato dall’università popolare. I progetti per il 2016 sono ambiziosi. «Con il sostegno dell’amministrazione della Cardo, vorremmo costituire nella sala polivalente una stanza multisensoriale, con lampade colorate, oggetti che offrano particolari sensazioni tattile, profumi ed odori familiari, assaggi di prodotti di un tempo», riferisce l’educatrice Zanaica. Il presidente Mario Facchetti si è detto disponibile ad iniziare a breve l’allestimento.