Gazzettino 24 gennaio

Per il futuro della casa di riposo si dovrà aspettare ancora. Il consiglio comunale di Camposampiero ha deliberato una proroga per pronunciarsi sulla proposta del consiglio di amministrazione dell’ente di trasformazione da Ipab in Fondazione di diritto privato per reggere alla concorrenza delle strutture private. Per la privatizzazione dell’ente la Regione chiede il parere dell’amministrazione comunale.
Del futuro del Bonora se ne parla da un anno e lo scorso primo aprile il consiglio comunale, che esercita la funzione di vigilanza e controllo sulla casa di riposo “Moretti Bonora” all’unanimità aveva deciso di prorogare al 30 novembre il termine per esprimere un parere sulla trasformazione. Nell’ultima seduta del 2015, invece, è stata votata un’ulteriore proroga concordata con il presidente del Bonora Vittorio Casarin, con la Commissione comunale Affari Sociali e i capigruppo. «Di comune accordo è stato deciso che non è questo il momento di arrivare a dare delle indicazioni – ha detto il sindaco Katia Maccarrone -. Da quando abbiamo approvato la prima proroga ci sono state le elezioni regionali e la legge 23 sul riordino delle Ulss. Attualmente il progetto di legge 25, che sulla trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab come la “Moretti Bonora”), in aziende pubbliche di servizi alla persona (Apsp), ovvero in persone giuridiche di diritto privato, è stato depositato e abbiamo tutto il tempo per approfondire e per dare un nostro parere e valutazione, per poi tornare in consiglio comunale».
Nata come casa di ricovero per i bisognosi ed i diseredati, il Bonora offre ottimi livelli di assistenza, ma le rette pagate dagli ospiti sono troppo alte, fino a tremila euro al mese, e in questo modo fatica a reggere la concorrenza di strutture che, approfittando anche di diversi regimi giuridici, ha costi e rette inferiori. La trasformazione della casa di riposo in Fondazione di diritto privato garantirebbe di reggere alla concorrenza delle molte strutture private esistenti, anche nel Camposampierese.