Il Gazzettino, 25 aprile 2019

MONTEFORTE – Un posto per infermiere e sei per operatori socio-sanitari con contratto dei dipendenti pubblici: il bando emesso dalla Casa di riposo Don Mozzatti d’Aprili spegne l’agitazione dei dipendenti della Fondazione contro la preponderanza di lavoratori provenienti da cooperative. La questione, esplosa tre anni fa, è tornata attuale allo scadere di alcuni contratti di lavoro e per alcuni pensionamenti ed è diventata una patata bollente per Anna Celebron, commissario che la Regione ha nominato nell’estate del 2017 e il cui mandato è stato prorogato fino all’estate. «Da qualche anno chiediamo una programmazione chiara e assunzioni con contratto delle funzioni locali a fronte di una imponente presenza di lavoratori da cooperativa», spiega Antonio De Pasquale (Funzione pubblica Cgil), «e questa situazione ci ha portati a una sorta di aut aut nei confronti del commissario. Da sei mesi siamo impegnati in incontri anche di programmazione nei quali chiediamo investimenti sull’ente. Accogliamo con soddisfazione la decisione della dottoressa Celebron di riservare ai lavoratori con contratto funzioni locali i nuovi concorsi e, ritenendolo una prima importante risposta, abbiamo deciso di far rientrare lo stato di agitazione annunciato. L’auspicio, che anche in rappresentanza di Cisl e Uil mi sento di esprimere, è che sia iniziato un percorso». Secondo le rappresentanze sindacali serve maggior equilibrio tra personale di cooperativa e personale dipendente, «anche perché stiamo parlando di un’Ipab, di un ente pubblico», sottolinea De Pasquale. Secondo i rappresentanti sindacali «servono assunzioni perché i dipendenti sono residuali, ma anche una riorganizzazione delle funzioni e dei ruoli tra personale dipendente e di cooperativa. Non sono opportune le troppe situazioni di promiscuità che vanno riviste a garanzia di tutti. Ci interessa il futuro dell’ente». A rischio ci sarebbe la funzionalità dell’ente durante le ferie estive, circostanza che la scorsa estate creò difficoltà: ecco perché i concorsi appena banditi vengono visti come il provvedimento per arginare una situazione critica.