La Tribuna, 4 febbraio 2016

MONTEBELLUNA Sono circa 150 i tirocinanti disabili che si sono visti decurtare le borse di studio erogate dall’Usl 8 per i loro tirocini in aziende, case di riposo, scuole, Comuni. Una scelta fatta per mantenere tutti in attività di tirocinio senza dover chiedere ai Comuni di aumentare la quota che versano all’Usl 8 per la parte sociale. Chi si è visto ridurre la borsa di tirocinio del 50%, chi un po’ meno, a seconda dell’anzianità di tirocinio. In pratica chi era tirocinante da almeno due anni se l’è vista dimezzare, chi invece svolge tale attività da meno di due anni ha avuto tagli inferiori. E le associazioni puntano il dito contro la Regione, accusandola di non aver più finanziato il fondo apposito anche se i soldi per sovvenzionarlo continuano ad entrare. La cosa sta in questi termini, quindi: i disabili in tirocinio fanno le stesse ore di lavoro di prima, ma prendono meno soldi. Questi soldi arrivavano soprattutto dagli esoneri: in pratica le aziende obbligate ad assumere dei disabili potevano e possono monetizzare tale obbligo: versare soldi anzichè inserire un disabile nei proprio organici, almeno percentualmente. All’incirca le aziende versavano 30 euro al giorno per ogni disabile non inserito, più o meno 7mila euro all’anno. Secondo i calcoli fatti dalle associazioni si tratta di 7 milioni di euro all’anno che servivano a finanziare il fondo per le borse di studio dei disabili tirocinanti. Però dal 2013 il fondo non è stato più finanziato e l’Usl 8, come le altre Usl del Veneto, è stata costretta a diminuire le erogazioni, altrimenti l’altra strada era di tagliare il numero dei tirocini o di chiedere soldi ai Comuni. E così i 150 tirocinanti dai 18 ai 60 anni si sono visti arrivare a metà gennaio una lettera che annunciava la riduzione della borsa di studio. Che andava dai 120 euro al mese fino ai 240 euro per chi era in tirocinio a tempo pieno. Se poi uno aveva anche i 280 euro mensili di invalidità ecco che alla fine qualcosa arrivava a casa. Ovvio che le famiglie che si sono ritrovate questa sorpresa con l’arrivo del nuovo anno sono infuriate, anche perchè è sempre più difficile trovare lavoro per i loro figli. Si tratta infatti di tirocini formativi finalizzati ad un inserimento stabile nel mondo del lavoro. «Ma mentre fino a qualche anno fa si riusciva poi a inserirne stabilmente una quarantina all’anno -spiegano le associazioni- adesso, con la crisi economica, gli inserimenti sono diventati rari».