Gazzettino 19 settembre

Si torna a parlare della nomina del consiglio di amministrazione della casa di riposo di Monselice, contestata pure dal difensore civico regionale. Secondo il gruppo politico Nuova Monselice, infatti, il sindaco Francesco Lunghi starebbe ignorando le richieste dello stesso difensore. Tutto è iniziato nella primavera scorsa, quando il sindaco ha provveduto alla nomina del nuovo cda senza inserirvi alcuna donna, violando i principi di pari opportunità. Informato dell’accaduto, il difensore civico aveva sollecitato un rapido provvedimento del primo cittadino per porre rimedio alla nomina illecita. Il 26 giugno scorso, dopo vari richiami, il sindaco ha provveduto a nominare un nuovo cda, in sostituzione di quello precedentemente formato, inserendo una donna al suo interno. Tutto risolto quindi? Non proprio: circa due mesi fa, sollecitato proprio dal gruppo Nuova Monselice, il difensore civico è tornato a scrivere al sindaco Lunghi, chiedendo chiarimenti in merito al procedimento che aveva portato allo scioglimento e alla successiva nuova nomina del cda. «La nostra segnalazione, inviata anche al Prefetto e all’Autorità tutoria regionale – spiega per la Nuova Monselice Francesco Miazzi – evidenziava che la serie di passaggi formali che avevano portato, il 26 giugno scorso, alla nomina da parte del sindaco di un nuovo cda, erano in contrasto con le leggi regionali e con la stessa legge costitutiva delle Ipab: lo scioglimento del cda non spettava al sindaco ma all’Autorità Tutoria Regionale». Intanto le attività del cda sono proseguite regolarmente. «Nostra impressione è che il sindaco, come ha sempre fatto, consideri la casa di riposo come fosse un suo ente controllato disponendone le politiche e la gestione – conclude Miazzi – dopo il valzer delle nomine è calato un pauroso silenzio, non si parla più di aggiornamento dello statuto e tantomeno del Comitato ospiti».