Il Mattino, 20 maggio 2015

MONSELICE Consiglio di amministrazione della Casa di riposo, tutto da rifare. Salvo passi indietro da parte di uno dei componenti, potrebbe andare verso lo scioglimento il Cda del Centro servizi per anziani di via Garibaldi, nominato poco più di due mesi fa dal sindaco Francesco Lunghi. Questo per il mancato rispetto della parità di genere, più volte denunciato dal centrosinistra, a cominciare dal gruppo Monselice Riparte, e infine confermato anche dalla consigliera di Parità della Regione Veneto, Sandra Miotto. Una “bacchettata” che ha costretto l’amministrazione comunale a correre ai ripari. «Ho attivato la procedura per la sostituzione e ricomposizione del Cda» spiega il sindaco Francesco Lunghi «Ho scritto a tutti i consiglieri nominati, facendo presente il problema e invitandoli a presentare delle controdeduzioni entro 10 giorni. Se nel frattempo uno di loro decidesse di fare un passo indietro e dimettersi, il problema sarebbe risolto: basterebbe nominare una donna, pescando tra i nominativi presentati. Se mi arriveranno delle obiezioni valuterò il da farsi e, infine, se non ci sono obiezioni ma nessuno si dimette, il Cda decade. In quel caso dovrò nominarne uno nuovo, cosa che intendo fare rapidamente, in una decina di giorni». «Questa impostazione del sindaco mi lascia perplesso, il sindaco non può chiedere al Cda della casa di riposo di dimettersi, è un organo indipendente. A che titolo ora chiede ai consiglieri di dimettersi?» è il commento di Giorgio Riello, consigliere di Monselice Riparte «A mio avviso il sindaco doveva semplicemente ritirare il decreto di nomina e procedere con uno nuovo. Mi chiedo se non voglia rischiare di inficiare gli atti prodotti dal Cda finora. Ancora una volta Lunghi agisce per vie tortuose, invece di prendere atto di aver semplicemente emanato un atto illegittimo». Chiosa il Pd: «Durante l’ultimo consiglio comunale è stata approvata all’unanimità la mozione del centrosinistra con la quale si chiedeva al sindaco di nominare un nuovo consiglio di amministrazione che fosse coerente con le normative, contemplando la rappresentanza di entrambi i generi». A questo punto la palla passa ai nominati in casa di riposo: Massimo Fontana, Virio Gemignani e Carlo Vitale (presidente uscente) per la maggioranza, oltre a Paolo Giarin per il centrosinistra e Alberto Negrello per l’Udc. Se nessuno farà un diplomatico passo indietro, il Cda verrà sciolto.