MONSELICE Un progetto deciso da tempo, per destinare nuovi spazi agli ospiti, mantenendo però i cuochi e gli standard qualitativi. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il presidente del Centro servizi per anziani, Carlo Vitale, interviene per spiegare la scelta di chiudere la cucina interna alla casa di riposo e spostare il servizio nel centro cottura del vecchio ospedale. «Per poter continuare a esercitare, la nostra struttura deve acquisire l’accreditamento da parte della Regione» esordisce Vitale «e rispettare quindi specifici standard che riguardano la dotazione di spazi. Per rientrare in questi parametri, avevamo pensato di destinare l’attuale cucina a spazi per sala da pranzo e intrattenimento e costruire una cucina nel nuovo fabbricato al piano terra. Ma in Regione non ci hanno dato né il finanziamento né l’autorizzazione a fare questo» continua Vitale «Invece, ci hanno chiesto un ripensamento in funzione del fatto che nel vecchio ospedale, in dismissione, c’era un centro cottura appena realizzato. Sulla scorta di queste indicazioni abbiamo cominciato l’iter. Al piani terra, dove era prevista la cucina, realizzeremo un centro diurno per 10 non autosufficienti più una sala multifunzionale. Il progetto è stato approvato nel 2011» evidenzia Vitale «e per questo mi stupiscono molto le polemiche sorte ora, che stanno mettendo in allarme gli ospiti». Il presidente di Csa rassicura: «Gli ospiti non si accorgeranno nemmeno della differenza. Saranno ancora i nostri cuochi a cucinare e resteranno nostri dipendenti. Anche nel bando inseriremo standard qualitativi da osservare tassativamente e la possibilità di recedere se il servizio non sarà di qualità. Che poi la cucina sia a 50 o a 500 metri cambia poco, i menu resteranno i nostri e i piatti serviti come ora».