La Tribuna, 17 maggio 2015

MOGLIANO È il rischio di un’imminente privatizzazione dell’istituto Gris quello che negli ultimi giorni sta animando il dibattito interno al Pd moglianese. Non che questi temi vengano sviscerati più di tanto all’interno delle assemblee o nelle riunioni di maggioranza, ma il valore strategico dell’istituto di via Torni, che qualcuno ha giustamente definito come una “piccola Fiat moglianese”, contribuisce a mantenere alta l’attenzione su più livelli istituzionali. Se da una parte non può certo passare inosservata l’inedita sintonia tra l’amministrazione comunale, Usl 9 e vertici dell’Ipab, dall’altra emerge con forza anche la presa di posizione, fortemente critica, del consigliere provinciale Antonio Bortoluzzi. È proprio la voce scomoda del Pd moglianese a lanciare l’allarme, segnalando che il nuovo masterplan proposto dal sindaco Carola Arena potrebbe contenere un boccone molto avvelenato: «In gioco c’è la continuità della fruizione pubblica dei beni lasciati alla comunità da Costante Gris. Il masterplan del Comune è valido solo se si trovano i soldi per metterlo effettivamente in atto. Quali investimenti intende mettere sul piatto l’amministrazione comunale per concretizzare la cittadella della salute al Gris?» si chiede Bortoluzzi. Questa volta, a differenza dei suoi colleghi, Bortoluzzi non si nasconde dietro giri di parole: «Senza investimenti comunali, il masterplan rischia di restare solo un compendio di buone intenzioni. Il Comune, se non si fa da subito soggetto attivo, avrà ben poche armi contrattuali. Ed il bene pubblico potrebbe svanire per sempre». Ad ammettere che si stiano facendo i conti senza l’oste è anche lo stesso sindaco Carola Arena, che in una nota congiunta a dodici mani con il direttore al sociale dell’Usl 9 Ubaldo Scardellato, il direttore del distretto sud Enrico Di Giorgi, il direttore del Gris Annalisa Basso, il commissario Stefano Guerra e il perito del tribunale di Treviso Massimo Catullo scrive: «Il masterplan rappresenta un punto di partenza concreto e importante sul quale costruire una piattaforma comune. Certamente oggi al tavolo manca l’interlocutore probabilmente principale in questa vicenda: la Regione». I soldi, è sottinteso, dovrà metterli il prossimo governatore: e dal punto di vista politico nessuno ha ancora preso impegni.