Gazzetta di Modena
19 dicembre

MODENA. In una società frenetica e competitiva come la nostra, forte è il desiderio di sentirsi utili agli altri, per non perdersi in una vita di scadenze e impegni da rispettare. Spendere tempo per gli altri è, quasi paradossalmente, il primo modo di volere bene a noi stessi. Sono oltre 500 le associazioni di volontariato attive sul territorio di Modena e provincia, costante è il loro impegno verso chi è nel bisogno e immancabile è la presenza del volontariato nelle situazioni di emergenza.
Il forte senso di cittadinanza attiva, la vicinanza alle persone più fragili e svantaggiate fanno del nostro territorio un esempio virtuoso di coesione sociale e partecipazione al bene comune, come testimoniano manifestazioni quali la Giornata della cittadinanza solidale che lo scorso 26 settembre ha visto tanti cittadini modenesi scendere in strada e dare una mano per pulizie parchi, tinteggiature, attività di decoro pubblico e tanto altro ancora nei quattro quartieri di Modena e in altri territori della provincia.
Le organizzazioni modenesi si impegnano prevalentemente nei settori del welfare, mentre nei comparti della partecipazione civica si distinguono per l’attivismo in settori quali attività ricreative e culturali, ambiente e nella solidarietà internazionale. Nella maggior parte dei casi si occupano di specifici gruppi di utenza, in particolare di malati e traumatizzati e, a seguire, di persone in stato di difficoltà momentanea o alle prese con i nuovi bisogni che affluiscono ai centri di ascolto. Elevato è anche l’impegno nei confronti dei soggetti in età evolutiva che precede quello per le generazioni anziane e i disabili.
La ragione prevalente della nascita delle organizzazioni di volontariato consiste nel farsi carico dei bisogni della popolazione più svantaggiata con una connessa funzione di advocacy, di tutela e promozione dei diritti. Altra ragione fondativa di una minoranza di gruppi solidaristici è la partecipazione diretta dei soggetti segnati da problemi che condividono con altri, in associazione, un percorso di uscita da situazioni di problematicità e di dipendenza con azioni di autotutela e di auto mutuo aiuto di tre tipi. Il primo fa riferimento alla necessità di rispondere pragmaticamente ai bisogni dei cittadini.
È la dimensione del “fare”, attraverso la realizzazione di un’attività che ha il connotato dell’utilità sociale. In aggiunta a tale dimensione, c’è la finalità dell’informazione e sensibilizzazione dei cittadini, ovvero lo scopo educativo che si esplica attraverso il “dire” del volontariato. La terza finalità è quella “promozionale” in diversi settori della vita sociale a partire dai contesti a rischio e dai gruppi sociali più svantaggiati, ma con una proiezione al lavoro sull’intera comunità.