Stabili e per nulla in calo le famiglie modenesi che scelgono le scuole pubbliche d’infanzia rivolte alla fascia dai 3 ai 6 anni. Sono 1248 (il totale tiene conto di 15 già ritirate) le domande di iscrizione alle scuole d’infanzia comunali, statali, convenzionate e Fism della città, per l’anno scolastico 2015-16, giunte attraverso il Sistema unico di prenotazione del Comune. Erano 1246 lo scorso anno e 1253 quello precedente, ma se si considerano i nati del 2012 (1671), emerge che sempre più famiglie (in percentuale il 74.8% contro il 71.8% dell’anno precedente) optano per il Sistema di prenotazione unico e la maggior parte vi accede on line. Da lunedì saranno esposte le graduatorie degli ammessi e dei bimbi in lista d’attesa. Del totale dei bambini che hanno presentato domanda, 1.098 sono stati ammessi in una delle scuole scelte; anzi, la maggior parte (circa il 77%) potrà frequentare la scuola preferita e oltre il 90% quella indicata tra le prime due scelte. Le famiglie dei bambini che restano in lista d’attesa, poiché non si è potuto assegnare loro una delle scuole indicate tra le preferenze, potranno in prima battuta scegliere uno dei 124 posti ancora disponibili e, successivamente, contare su quelli che si libereranno per effetto delle rinunce. Ogni anno, infatti, diverse famiglie presentano domanda sia alla scuola pubblica che a quella privata, riservandosi poi di rinunciare a uno dei due posti. «A differenza di quanto accaduto per i nidi – afferma l’assessore Gianpietro Cavazza – non mostrano segni di flessione le richieste alle scuole d’infanzia, per far fronte alle quali già dallo scorso anno avevamo avviato una riorganizzazione dell’offerta del servizio. A anche quest’anno il ricco e composito sistema delle scuole d’infanzia della città sarà in grado di accogliere tutti i bambini che ne hanno fatto richiesta. Per quanto riguarda le tariffe restano invariati i valori assoluti e stiamo facendo delle simulazioni per capire quanto il nuovo misuratore Isee andrà a incidere sugli scaglioni, in modo da trovare un punto di equilibrio che non impatti il bilancio del Comune né quello delle famiglie». «Ed è anche sul coinvolgimento e sulla partecipazione delle famiglie – sottolinea Cavazza – oltre che delle istituzioni e di tutti i soggetti interessati, che intendiamo puntare per arrivare a un sistema educativo, scolastico e formativo rivolto all’intera fascia da zero a 18 anni, in cui i temi dell’educazione, della disabilità, dell’integrazione, dell’orientamento, della dispersione, della formazione e dell’alternanza scuola-lavoro siano affrontati in modo complessivo. Molto importante, in quest’ottica, è il Patto di corresponsabilità».