Gazzetta di Modena
8 ottobre

Numerosi gli interventi in Consiglio. Medici (M5S) ha criticato il fatto che questo Piano presenti tanti progetti finanziati con poche risorse, senza indicatori di risultato e di processo. Benatti di FI-Lega nord ha accusato l’Unione di dare soldi solo alle coop sociali e a certe categorie. Bagnoli del Pd a proposito del Piano ha utilizzato l’espressione, “camicia su misura” per le necessità e i bisogni del nostro territorio.Via libera dal Consiglio dell’Unione, all’integrazione al Programma Attuativo 2015 del Piano di Zona (PdZ) per la salute e il benessere sociale: si tratta di un documento collegato con piani e progetti regionali che dettano obiettivi e priorità e che definisce le linee strategiche della programmazione in campo sociale e sanitario nel distretto che comprende Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera. L’assessore alle Politiche sociali dell’Unione Roberto Solomita presentando la delibera ha rammentato che il Piano comprende progetti finanziati, gestiti e attivati per poco meno di 40 milioni di euro (provenienti in massima parte da Stato, enti locali, Fondazioni bancarie e utenti) e destinate a varie categorie (anziani in primis ma anche disabili, giovani, sostegni scolastici ad esempio). Solomita ha poi spiegato poi che è incluso nel Programma 2015 anche il progetto da realizzarsi in un triennio di una residenza per anziani a Novi di Modena, che aumenterà così di più del 10% l’attuale disponibilità nel distretto, di 326 posti totali. Senza contare i circa 40 posti disponibili in strutture del reggiano, fuori Piano ma che si esauriranno entro l’anno, e il fatto che entro la fine del 2015 verrà concesso l’accreditamento provvisorio di 17 posti letto nella casa protetta Il Carpine di Carpi, con possibilità di accogliere pure persone affette da demenza. La responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Unione Barbara Papotti ha delineato in aula le caratteristiche del documento all’esame del Consiglio rammentando come questa integrazione annuale ad un Piano del 2009 comprende progetti per la cura e l’assistenza dei cittadini e il mantenimento di un determinato livello dei servizi, con una programmazione costruita su indicatori standard e dunque su un trend nella distribuzione delle risorse consolidato. Papotti ha poi spiegato (rispondendo a diverse domande dei consiglieri) come si stia lavorando per definire un regolamento unico per le graduatorie nei quattro comuni del distretto, sia per le case protette che per i centri diurni, e come siano circa 160 le domande in attesa, distribuite soprattutto tra Carpi e Soliera. Da parte dell’assessore Solomita è giunto poi un chiarimento rispetto alle spese per le case protette, che ammontano a circa 40 mila euro/anno per utente, e sul fatto che per ora la casa protetta privata ad Appalto rimane nell’alveo delle possibilità, in mancanza di maggiori delucidazioni da parte di chi vorrebbe realizzarla. «La nuova casa protetta di Novi? Richiederà al Fondo non autosufficienza 3-400 mila euro in più e non oltre secondo i nostri conti». Nel corso del dibattito sono intervenuti numerosi consiglieri. Dopo le dichiarazioni di voto la delibera sull’integrazione al Programma Attuativo 2015 del Piano di Zona è stata approvata dal solo gruppo consiliare Pd, con l’astensione di tutti gli altri.