La Nuova

MIRANO Via i manifesti di protesta al Mariutto per la processione del Corpus Domini, i sindacati denunciano intimidazioni e inaspriscono la lotta: «Ne rimettiamo più di prima e alle prossime occasioni di visibilità in cui i vertici vogliono far bella la struttura». Destinatari dell’accusa di aver rimosso le rimostranze sono proprio i vertici della casa di riposo, che però negano di aver dato ordini a riguardo. Fatto sta che domenica scorsa il corteo religioso doveva passare per gli spazi antistanti l’Ipab di via Zinelli, dove da tempo sono affissi cartelli e bandiere sindacali per la protesta in atto nei confronti di direzione, cda e sindaco di Mirano. «Che da tempo», spiegano Antonio Battistuzzo, Cgil-Fp e Roberto Panciera, Uil-Fpl, «hanno assunto decisioni gravi o dimostrato disinteresse per la vertenza». «Sabato, probabilmente in serata», continuano i sindacati, «qualcuno ha rimosso tutto il materiale esposto. Forse perché inopportuno viste le celebrazioni della domenica? Perché davano fastidio a chi doveva transitare in zona? O forse perché si voleva mettere in buona luce l’operato e la buona gestione del Mariutto da parte degli amministratori?». Il presidente dell’Ipab, Vincenzo Rossi, nega ogni coinvolgimento. Ma chi ha tolto gli striscioni allora? Per i sindacati cambia poco: «È comunque un autogol per il Mariutto», affermano Battistuzzo e Panciera, «una caduta di stile e un maldestro tentativo di reprimere le critiche di chi non condivide libere espressioni di dissenso. Non ci faremo intimidire e anzi, rimetteremo al loro posto bandiere, manifesti, striscioni vecchi e nuovi, frutto del pensiero dei lavoratori. E lo faremo soprattutto in occasione della prossima settimana “Porte aperte al Mariutto”.