Il Resto del Carlino
14 dicembre

MIRANDOLA – SFIORATO il quorum di 9.058 voti. E il Comitato referendario esulta nonostante il migliaio di voti mancanti per ottenere un risultato valido.
Il primo Referendum consultivo nazionale sulla Sanità, che si è tenuto ieri a Mirandola, con le urne aperte dalle 8 alle 23 in città e frazioni, si chiude con un bilancio positivo che va oltre le aspettative, con una costante affluenza alle urne e una percentuale di votanti del 44,06% per un totale di 7.981 voti (a fronte di 18.114 aventi diritto al voto), con una partecipazione bulgara nella frazione di Quarantoli. Ragazzi, giovani coppie con i bambini al seguito, anziani, medici, dipendenti Ausl e comunali, donne e uomini, cittadini di tutti gli schieramenti politici sono andati al voto «per salvare il nostro ospedale, depotenziato dopo il sisma».
Alle 8, all’apertura dei seggi, si è fatto vedere anche il sindaco Maino Benatti, contrario al referendum dal «quesito inutile». La domanda contestata dal Pd era: volete voi che l’amministrazione comunale avvii un percorso partecipativo per valutare la possibilità di rendere nuovamente operativo l’ospedale di Mirandola, come già avveniva prima del sisma 2012?. Secondo Benatti, come ha ripetuto più di una volta, il percorso partecipato sul rilancio dell’ospedale «è già iniziato da mesi», dopo l’accordo raggiunto in consiglio comunale con Forza Italia e Lega (contrario il M5Stelle perché nel documento mancava la definizione di ‘ospedale d’area’). Per il Comitato referendario, invece (composto da M5Stelle, Sisma 12, Rifondazione, il consigliere di FI Marian Lugli, Unione Modena Civica Uniamoci), «è un successo anche senza quorum, una vittoria dei cittadini, cui va il nostro ‘grazie’ per l’alto senso civico, e la fiducia accordata alla nostra battaglia».
E’ questo il commento alle 23.30, mezz’ora dopo la chiusura dei seggi, di Zeno Razzaboni, presidente del Comitato, di Marian Lugli, Nunzio Tinchelli, Giorgio Cavazza. Commento che si spinge oltre: «Il sindaco, invece, dovrebbe vergognarsi, doveva affiancarci anziché sbarrarci la strada. Sono i sindaci, in Conferenza dei Servizi, e non la Regione, a decidere il futuro dell’ospedale, lo ha detto l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi». Giulia Gibertoni, capogruppo regionale M5Stelle, parla di «vittoria pionieristica: è il primo Referendum nazionale, è destinato a fare scuola. Un risultato di vittoria per i cittadini, e per il loro diritto alla salute. Benché il Pd – commenta – abbia oscurato il referendum, con la richiesta antidemocratica del sindaco di non andare al voto, i mirandolesi non abbassano la guardia su salute e ospedale. Caro sindaco – aggiunge Gibertoni – altro che ‘capriccio’ dei 5 Stelle…». E il comitato annuncia già un’altra battaglia. «Presenteremo interrogazioni regionali e parlamentari, e se serviranno esposti e un ricorso al Tar, perché a un 20% circa di cittadini – dice Gibertoni – non è mai arrivata la comunicazione del Comune, senza contare le lettere recapitate tardivamente, solo sabato, a numerose famiglie. Il regolamento comunale è chiaro: la comunicazione deve arrivare a destinazione dieci giorni prima del voto».