Tribuna, 23 maggio 2015

Al posto del carcere minorile, il volontariato in comunità. I minorenni che delinquono saranno affidati alle case di riposo e alle mense dei poveri di Conegliano, proprio com’è avvenuto per gli studenti indisciplinati di alcune scuole superiori. Visto il successo dell’iniziativa, che ha riportato sulla buona strada ragazzi che in precedenza prendevano di mira compagni e professori, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) di Venezia ha inoltrato al Comune di Conegliano una richiesta «tesa ad ottenere una collaborazione con la finalità di avviare ad attività riparative, a favore della collettività, i minori sottoposti a procedimenti penali disposti dall’autorità giudiziale minorile». Lo scorso 14 maggio, quindi, la giunta ha detto sì alla richiesta, firmando un protocollo che avrà durata di 12 mesi. Non è, per Conegliano, una novità assoluta, perché il Tribunale dei minori aveva già collaborato con un istituto di assistenza e un’associazione di volontariato a sostegno dei più bisognosi: tre ragazzi, in totale, hanno già sostituito la pena detentiva con il servizio sociale a favore della comunità, e i risultati sono stati incoraggianti. «Il senso di questa iniziativa è lo stesso di quelle pensate per le scuole» spiega il sindaco, Floriano Zambon «ovvero non limitarsi alla punizione, ma offrire “pene” alternative, che possano rieducare questi ragazzi. Scontare le pene in carcere non sempre fa raggiungere l’obiettivo sperato per questi ragazzi, invece dà risultati positivi metterli di fronte alle durezze della vita. Abbiamo visto che per gli studenti è stato stimolante e positivo, e qualcuno è rimasto a fare il volontario anche dopo il periodo imposto». Per i minori condannati, ovviamente, serviranno maggiori controlli rispetto alle classi scatenate, e per questo si è resa necessaria la firma di un vero protocollo d’intesa grazie al quale il minore sarà seguito sia dall’assistente sociale del Comune, sia da un referente dell’Ussm che individuerà per ogni ragazzo la struttura più idonea per il percorso di riabilitazione. Tra i luoghi scelti per il volontariato ci sono la casa di riposo Fenzi e il centro diurno “Punto a capo”, ma anche il centro pubblico di accesso a internet, la ludoteca “La Ludo”, l’Informacittà e il Progetto Giovani, il servizio di manutenzioni e decoro della città.