Ad Arzignano e a Montecchio Maggiore mancano le famiglie disponibili all´affido. E l´Ulss 5 lancia sul territorio una campagna di sensibilizzazione. Perché i numeri delle coppie che hanno dato la disponibilità quest´anno ad accogliere un minore complessivamente sono 49, a cui si aggiungono tre famiglie fuori Ulss, ma di queste ben 32, ovvero oltre il 65%, risiedono nell´area nord: 19 a Valdagno, 6 a Cornedo, 3 a Castelgomberto e 2 rispettivamente a Recoaro e a Trissino.
Il punto salute centrale, di cui fanno parte i comuni di Arzignano e Montecchio ne conta in totale solo 7: 2 ad Arzignano, 2 a Montecchio e poi 2 a Chiampo e 1 a Crespadoro. Mentre l´area sud arriva complessivamente a 10: 4 a Lonigo, 4 a Sarego e 2 a Gambellara. Per questo Ulss 5 e i 22 Comuni del comprensorio si stanno attivando per promuovere l´affido. E l´unità socio-sanitaria ha realizzato una sorta di video-spot, già inviato alle amministrazioni, che invita a non sprecare l´amore e ad usarlo nel modo giusto.
Due famiglie ad Arzignano e due a Montecchio portano ad una distribuzione sbilanciata sul territorio per rispondere alle necessità dei minori. «Difficile capire le motivazioni – spiega la responsabile dell´Unità operativa protezione e tutela del minore dell´Ulss 5 dott. Luciana Cracco – c´è sempre stato in effetti un divario tra nord, centro e sud. Forse si tratta di un movimento legato al volontariato che nella Valle dell´Agno è di tradizione e si è confermato. Siamo spesso andati sul territorio con la formazione in tema di affido, ma i numeri rimangono più o meno questi. Così però la gestione non è semplice. Perché la caratteristica dell´affido, che è un istituto temporaneo, è che il minore ritorni nella sua famiglia. E quindi il periodo di affidamento dovrebbetrascorrerlo nel suo ambiente di appartenenza. Spostare un minore significa fargli cambiare scuola, amici. Per il bambino è un disagio. E questo è un aspetto che contrasta lo spirito e l´obiettivo della legge: cercare di favorire il mantenimento del minore all´interno del suo ambiente».
La media annuale delle famiglie disponibili all´affido resta una cinquantina. E i numeri dei collocamenti extrafamiliari sono circa un centinaio l´anno. Nel 2014 sono stati 113 e hanno interessato 100 minori, in 11 casi infatti è stato necessario più di un collocamento. Tra questi 37 in affido familiare, 25 affidati a parenti, 20 in comunità educative, 16 in comunità mamma e bambino, 11 in casa famiglia. «Interveniamo in casi di maltrattamenti, abusi e situazioni di trascuratezza – conclude Cracco – che producono problemi comportamentali anche oltre il limite del lecito. Gli affidi scattano su richiesta diretta di assegnazione del tribunale, ma anche da segnalazioni del territorio, delle forze dell´ordine, dell´Ulss. E poi da comuni, famiglie, scuole. Purtroppo le situazioni gravi sono in aumento. E l´età è scesa a 11-12 anni».