Corriere delle Alpi, 17 maggio 2015

VENEZIA C’è polemica tra gli infermieri e i medici di base, con i primi decisi a contestare l’accordo in Regione che stanzia 100 milioni nel quadriennio con un compenso ai camici bianchi a fronte della disponibilità a dar vita alle medicine di gruppo, con attività ambulatoriale (fondata proprio sul tandem medico-infermiere) prolungata dalle 8 alle 22 per cinque giorni la settimana e il sabato dalle 8 alle 10. Gli infermieri del Collegio Ipasvi chiedono garanzie occupazionali, ovvero assunzioni per sostenere i maggiori carichi di lavoro ambulatoriale della categoria, e lamentano che gli incentivi finanziari siano ad esclusivo vantaggio dei medici. Questi ultimi, attraverso il sindacato Fimmg (che rappresenta oltre il 70% dei 4 mila medici veneti di base ed è guidato da Silvio Regis) replicano con una lettera aperta agli infermieri professionali – si veda l’inserzione di oggi sul nostro giornale – difendendo anzitutto il valore dell’accordo sottoscritto con l’amministrazione Zaia: «Dopo anni di riduzione di posti letto ospedalieri e di carenze strutturali e umane del territorio, è il primo vero investimento sulle cure primarie da parte della Giunta regionale». Nel merito: «Nuove risorse professionali verranno impiegate sia nell’assistenza domiciliare che nella gestione delle patologie croniche, questo accordo prevede una vostra massiccia presenza e collaborazione al nostro fianco, secondo il principio del rispetto del ruolo reciproco del vostro contratto nazionale, a tutto vantaggio dei cittadini malati e dei cronici». Ipasvi, pero, attraverso il coordinatore regionale Luigino Schiavon, contesta la spesa di 100 milioni e ritiene iniquo il rapporto di 1 infermiere per 3600 assistiti e 1 amministrativo per 2400: «I cittadini hanno bisogno di assistenza infermieristica non di burocrazia». «Siamo rimasti colpiti e sorpresi dalla questa opposizione che ha tentato, ma invano, di ostacolare l’accordo», replica Fimmg «con le motivazioni addotte, Ipasvi ha dimostrato di non aver capito molto di questa intesa, inducendovi pure ad un atteggiamento conflittuale verso noi medici di famiglia che riteniamo assurdo e fuori dal tempo». Ramoscello d’olivo finale: «Lavoriamo insieme applicando un metodo d’équipe, avrete un ruolo fondamentale e decisivo». Basterà a placare gli animi?