Gazzettino 20 gennaio

Sono state tutte licenziate le 7 segretarie che fanno capo al Centro di medicina generale di via Papa Giovanni XXIII di San Stino: per loro si prospetta una riassunzione solo in una cooperativa, a condizioni di lavoro e di remunerazione penalizzanti. Giubilate il 31 dicembre in occasione della trasformazione del centro da Utap (Unità territoriale di assistenza primaria) in Medicina integrata di gruppo, diversamente da quanto è successo all’unità di Portogruaro dove la trasformazione non ha comportato cambiamenti nel rapporto di lavoro, le sette non ci stanno. «Non accettiamo – sostengono – una riassunzione in regime di cooperativa e in condizioni di lavoro e remunerazione nettamente penalizzanti rispetto a prima. Tra l’altro è ancora sconosciuto il nome di questa fantomatica cooperativa. L’unica cosa certa è la lettera di licenziamento, e che il 10 febbraio, scaduti i termini del preavviso, saremo a casa. Al momento solo un intervento della Ulss 4, rispetto alle evidenti disparità di comportamento nei Servizi di medicina integrata, può consentirci di trovare un accordo con i medici».E se c’è la segretaria dell’ambulatorio periferico di La Salute di Livenza disponibile ad accettare le nuove condizioni di lavoro, tuttavia anche tra i medici c’è chi ha delle perplessità. «Questa cosa della cooperativa non la capisco avverte il dottor Boatto e non sono disponibile ad entrarvi. È improponibile riprendere tutto da capo per formare un nuovo squadra di lavoro: abbiamo delle segretarie bravissime, che hanno seguito corsi di formazione, non solo nel campo dalla prenotazione con il cup e dello scarico dei referti. Sono d’accordo sulla necessità di ridiscutere tutto l’aspetto della medicina di gruppo, ad iniziare da come condurla e dai luoghi ove garantire l’assistenza nelle 12 ore continuative».