La Tribuna, 12 gennaio 2016

Caccia al tesoro di Loredana Bolzan, l’ex impiegata dell’Usl 9 condannata a restituire oltre quattro milioni di euro all’azienda sanitaria. La stessa Usl 9 procederà ora con il recupero dei crediti, come si legge in uno degli ultimi atti firmati dal dg Giorgio Roberti. All’avvocato Federico Vianelli del foro di Treviso è stato affidato il delicato incarico di recuperare il tesoretto sottratto dalla Bolzan. Il legale dell’Usl 9 è stato autorizzato «ad avvalersi anche di terzi nell’individuazione dei beni immobili, mobili e crediti aggredibili, in Italia e all’estero». Soldi che mancano all’appello e che, probabilmente, non sarà così facile trovare. La cifra, sottratta tra il 1997 e il 2007 alle casse dell’azienda sanitaria trevigiana per la quale lavorava la Bolzan, ammonta a 4.069.141 euro, più 442 mila euro per danno da disservizio. Dopo la condanna a sette anni di reclusione per peculato, scontati di quattro anni rispetto alla pena di primo grado dalla Corte d’appello, ora la vicenda Bolzan si arricchisce di un ulteriore capitolo. L’Usl 9 cercherà di rientrare in possesso degli oltre quattro milioni di euro sottratti con falsi pagamenti a falsi medici. Per l’incarico dell’avvocato Vianelli è stato previsto un onorario di 15 mila euro, mentre il dottor Giordano Giordani, dirigente amministrativo del servizio affari generali e legali, è stato nominato come responsabile del procedimento di riscossione del credito erariale. L’ iter si preannuncia complesso: durante il procedimento civile il giudice era riuscito a ottenere il pignoramento di un solo appartamento a Nizza, messo all’asta per 62 mila euro.