La Nuova, 31 marzo 2016

SAN DONÀ Caso di malasanità, alla fine paga l’Asl 10 con le sue risorse. Ieri si è nuovamente presentato l’ufficiale giudiziario alle casse del Cup per il risarcimento della morte di Egidio Dissegna di San Stino, morto a 86 anni per un errore dei medici all’ospedale di Portogruaro. Ma a sorpresa l’Asl 10 ha deciso di pagare direttamente e porre fine a questo andirivieni di avvocati e ufficiali giudiziari. «Riguardo al procedimento esecutivo», ha detto il direttore generale, Carlo Bramezza, «in mancanza dell’esecuzione dei contenuti della sentenza da parte della compagnia assicuratrice, risultando quindi inadempiente, l’Asl10 darà seguito al rimborso in via diretta. In conseguenza di ciò, verranno adottate tutte le determinazioni necessarie nei confronti della compagnia assicuratrice, per il mancato rispetto degli obblighi contrattuali, per il recupero di quanto dovrà anticipare l’azienda e per il danno d’immagine arrecato in seguito a questa situazione». La famiglia aveva ricevuto solo circa 50 mila euro dei 600 mila attesi con titolo esecutivo. L’importo pignorato alle casse ieri è stato di circa altri 6.500 euro, come nel primo caso due settimane fa. Acquisita la somma. il pignoramento è stato sospeso in attesa del prossimo accesso che a questo punto non ci sarà più. Solo ieri mattina, come hanno fatto sapere i familiari con i loro legali, l’Asl 10 avrebbe dichiarato ufficialmente l’esistenza di fondi esigibili nella tesoreria che possano soddisfare l’intero credito. Ma alla domanda dell’avvocato: «Allora perché non fate l’assegno circolare e chiudiamo tutto?», non è seguita risposta, che però è arrivata nel pomeriggio, bella forte. «L’Asl evidentemente attende che siano i creditori a pignorare il denaro in banca», spiegano i familiari, in primis il nipote Massimo Giro, «ma è necessaria una diversa e nuova procedura ex novo con altri costi. Ad oggi nessuno si è preso la responsabilità di staccare un assegno circolare per l’ importo che l’Asl stessa afferma essere a disposizione». Giro non riesce a comprendere una situazione che gli pare surreale. «L’Asl 10 aspetta di essere pignorata con ulteriori costi», dice, «ma chi paga? Che danno si arreca alla collettività anche in termini di maggiori spese? Pignorare le somme in tesoreria implica altri costi che l’Asl potrebbe evitare, ma evidentemente con i soldi degli altri, ovvero i cittadini, diventa tutto più comodo». I familiari, e i loro legali, erano indecisi se anticipare questi altri costi, che poi sarebbero ricaduti sull’Asl, o attendere che il Tar desse l’ordine di pagare, anche a mezzo del commissario ad acta. Il pignoramento ha fatto molto discutere, al punto che alcuni cittadini, tra i quali l’ex sindacalista Antonio Balliana, volevano opporsi a legali e ufficiali giudiziari per evitare la scena davanti alle casse del Cup. La situazione è stata molto tesa inizialmente, mentre ieri i legali e l’ufficiale giudiziario hanno operato in modo più discreto, pronti a continuare fino a che non fosse recuperata tutta la somma dovuta di circa 600 mila euro. Poi l’annuncio di voler pagare dell’Asl che poi tenterà di rivalersi con l’assicurazione.