La Nuova, 14 dicembre 2015

SAN DONÀ Accorpamenti di reparti in ospedale, sindacati e associazioni pronte allo scontro con la direzione generale. Si teme ancora il depotenziamento degli ospedale a favore della casa di cura Rizzola di San Donà, “quarto ospedale” che effettivamente prosegue tranquillo per la sua strada di struttura privata convenzionata. Si profila a oggi l’unione di due reparti, ortopedia e chirurgia, a partire dal 18 dicembre, con una riduzione complessiva dei posti letto nel nosocomio sandonatese. Un nuovo taglio che sta facendo discutere. La Cgil, con il segretario Antonio Battistuzzo, adombra il possibile dirottamente verso la casa di cura Rizzola. «Diventa palese quanto sospettavamo e dicevamo da tempo», dice il sindacalista, «e cioè che, oltre a una riorganizzazione ospedaliera e sanitaria che da tempo si sta attivando in modo confuso e penalizzante si dà corso a un a privatizzazione dei servizi sanitari del territorio. La Cgil-Fp chiede che immediatamente sia smentita tale eventualità, ripristinando i due reparti e comunque prevedendo un numero di posti letto adeguati alle necessità di un ospedale importante com’è quello di San Donà». La posizione di Comitati e Associazioni malati è di denuncia sulla chiusura dall’1 dicembre del reparto di cardiologia dell’ospedale di Portogruaro; l’annunciato accorpamento del reparto ortopedico-traumatologico con la chirurgia generale di San Donà. In programma ci sarebbero anche il trasferimento di otorino a Portogruaro e quello di neurologia a San Donà. «Tutti cambiamenti che si aggiungono alla continua erosione di posti letto e primariati che ha diminuito le potenzialità assistenziali delle nostre strutture», protestano, «esse appartengono per missione e finanziamento alla collettività e non a chi le gestisce. Si stanno cioè applicando le famigerate schede ospedaliere senza quella ragionevolezza che ci saremo attesi e che ha fatto sperare in una revisione, dopo le aperture del presidente Zaia subito dopo le elezioni e la successiva pronuncia della Commissione consiliare per la Sanità. Invece la Direzione Generale dell’Asl 10 sta procedendo, ora con celerità, all’attuazione dell’atto aziendale approvato. Nel contempo, in modo formalmente coerente, si è taciuto, e quindi avviato di fatto, sull’incremento di dotazione di posti letto e funzioni alla locale Casa di Cura».