La Tribuna, 15 gennaio 2016

ASOLO L’ospedale di Castelfranco punta tutto sull’Oncologia diventando la seconda base dello Iov, l’Istituto Oncologico Veneto. Da qui al 2018, il San Giacomo diventerà la Aviano del Veneto con 200 posti letto a disposizione e macchinari all’avanguardia per la cura del cancro. Di riflesso, l’ospedale di Montebelluna potenzierà l’attività sanitaria, occupandosi dei pazienti acuti colpiti da infarto e ictus. S’ingrandiranno la Cardiologia, la Neurologia, la Medicina, e la Chirurgia, per un totale di 150 posti letto. «Vedo Castelfranco e Montebelluna come realtà in rete. Un ospedale su due gambe» sintetizza il direttore generale dell’Usl di Marca, Francesco Benazzi . Mercoledì prossimo il sindaco di Castelfranco, Stefano Marcon, e il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, incontreranno Benazzi, commississario dell’Usl8, con i primari di tutti i reparti. Castelfranco cambia pelle. Due piani del San Giacomo saranno dedicati ai reparti dello Iov dove verranno sviluppate tre specialità uniche in Veneto: Chirurgia toracica, l’Otorinolaringoiatria e la Chirurgia ginecologica oncologiche. Altra punta di diamante sarà l’Urologia oncologica. Inoltre, verrà adoperato il ciclotrone, un macchinario per la produzione dei radiofarmaci. Indispensabile per garantire cure personalizzate ai malati, l’apparecchio è già in dotazione all’Usl 8. «L’iter in Regione non è ancora concluso ma credo sia una certezza che lo Iov venga a Castelfranco, dando un’importanza internazionale a questa realtà» commenta Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl di Marca. Sul destino dell’ospedale di Montebelluna invece, Benazzi non si sbilancia: «Deciderà la quinta commissione. Lasciamo che la politica faccia il suo corso. Io sono un tecnico e come tale applico le disposizioni». Il progetto Montebelluna. Sulla carta si parla di potenziare i reparti destinati ai cosiddetti pazienti acuti, colpiti cioè da patologie gravi come l’ictus e l’infarto. In previsione ci sono 150 posti letto e 9 primari. La Cardiologia guadagnerà 12 letti e sarà centro hub di riferimento per le attività di emodinamica. In sinergia, verranno attivate alcune postazioni di Terapia intensiva cardiologica. Altri 12 letti andranno alla Neurologia, individuata come unità ictus di primo livello, per il pronto intervento sul trombo. S’ingrandiscono anche la Medicina e la Chirurgia generale. Verranno potenziate l’Ortopedia e la Traumatologia, implementando i piccoli interventi di elezione, fattibili con ricoveri “lampo” programmati in regime di week surgery. Nell’area riabilitativa, 14 posti letto accoglieranno i lungodegenti. Il disegno è in fase di definizione. Quel che è certo è che l’emergenza-urgenza verrà garantita.