Corriere delle Alpi, 8 maggio 2019

LONGARONE. La nuova casa di riposo si conferma tema caldo per questa campagna elettorale. Cinque anni fa è stata uno dei cavalli di battaglia della lista “Longarone, Castellavazzo: una comunità” di Celeste Levis e torna al centro del dibattito con la nuova squadra con a capo Deborah Stragà.
L’amministrazione Padrin viene accusata di immobilismo e di aver perso tempo prezioso mentre gli anziani sono ospitati in uno stabile inadeguato con varie criticità. Allora il sindaco uscente ribatte che «è facile parlare, meno facile invece è fare progetti concreti. Per arrivare a fare un progetto come una casa di riposo da zero ci vogliono anni», dice Roberto Padrin. Che aggiunge: «Noi abbiamo fatto realizzare uno studio per un nuovo stabile che costerà indicativamente nove milioni di euro. Ora il problema è quindi quello di reperire queste risorse: con un mutuo con ovvie ricadute per le tasche dei cittadini oppure con finanziamenti privati? Siamo già stati contattati da alcune aziende interessate alla cosa».
«Qui si pone un alto problema», continua Padrin, «ovvero la gestione dei privati che non sempre garantisce le stesse tariffe dei servizi rispetto al controllo pubblico attuale, nel nostro caso con la formula dell’azienda speciale consortile che è stata una delle scelte vincenti di questi anni. E poi rimarrebbe vuoto l’edificio attuale nel centro di Longarone, posto difficile da riqualificare. La nostra priorità quindi è stata quella di migliorare il più possibile le condizioni dell’attuale casa di riposo, acquistando nuovi arredi con vari investimenti e ripensando le stanze degli ospiti. La prossima amministrazione dovrà quindi prendere alcune decisioni importanti, nell’auspicio che siano ragionamenti oculati e non dettati dalla semplice propaganda».