Quotidiano Sanità, 7 maggio 2019

Prime in classifica nella pagella dell’Istituto di ricerche economiche e sociali in veneto sono le Ulss Pedemontana, Dolomiti, Berica e Marca Trevigiana. In una scala da 1 a 10, l’Ulss Polesana conquista appena la sufficienza per qualità, ma prende 1 in appropriatezza e qualità di risposta e si ferma a 2,71 per efficienza. Boron: “Il nuovo piano Ssr vuole dare l’ospedale più specializzato e una rete di servizi più vicina alla popolazione”.

Da una indagine svolta dall’Istituto di ricerche economiche e sociali in veneto (Ires) avente ad oggetto la riorganizzazione territoriale delle Ulss,  che ricordiamo dal 2016 sono scese da 21 a 9, fra le Ulss analizzate – Dolomiti, Pedemontana, Berica, Marca Trevigiana, Veneto Orientale, Serenissima, Euganea, Polesana, Scaligera – quella con il voto più basso per “capacità di risposta” ai bisogni del territorio, considerando sia l’offerta territoriale che quella ospedaliera, risultano essere le 2 aree della nuova Azienda Polesana. Da scala da 1-10, la Ulss rodigina incassa 1, voto minimo. 


Secondo la ricerca condotta dal dipartimento di scienze economiche dell’Università di Padova, le criticità nell’area polesana sono più d’una sia dal punto di vista ospedaliero che dal punto di vista territoriale, nonché per le cure prestate a malati cronici affetti da diabete, patologie cardiovascolari, polmonari o neurodegenerative, ossia da patologie dovute senza dubbio all’aumento dell’anzianità nel territorio veneto, che più di altri ne sta risentendo. L’indagine assegna un voto minimo anche sull’“appropriatezza” delle prestazioni offerte nell’area di accesso al Pronto Soccorso e di durata dei ricoveri. Passa invece a pieni voti la Ulss Berica che prende 10 sia in capacità di risposta che in appropriatezza; la seconda classificata risulta essere la Ulss Pedemontana e, a ruota, la Ulss della Marca Trevigiana.
“Nessuno di noi è indenne da critiche, se finalizzate al miglioramento – ci tiene a precisare il Presidente della V Commissione Sanità Maurizio Boron – dopo l’adeguamento al Decreto 70, le prime schede ospedaliere che siamo andati a modificare, dopo quelle in vigore dal 2013, sono state proprio quelle che abbiamo votato in V commissione pochi giorni fa. Il nuovo piano SSR prevede, che d’ora in avanti cambino quelle strutture territoriali intermedie dando più servizi alle fasce che fino ad ora sono risultate più inefficienti, come quelle agli anziani. Il nuovo piano SSR vuole dare l’ospedale più specializzato, magari non più vicino a casa, e una rete di servizi il più vicino possibile alla popolazione”.  Va detto, che facendo una media dei valori ottenuti dalla ricerca Ires, la Ulss polesana, supera la sufficienza.  Da parte del direttivo, della Ulss 5 fanno sapere che si sta lavorando massivamente per colmare le carenze, ricordando che fino a pochi anni fa l’assistenza domiciliare, in alcune zone del rodigino, non esistevano nemmeno.