Corriere delle Alpi, 22 gennaio 2016

LIMANA Un atto di indirizzo volto a elaborare un percorso organizzativo e gestionale per uniformare e coordinare le attività della Limana Servizi Srl con quelle della Essepiuno Servizi Srl. Ad approvarlo la giunta di Limana in una delle ultime riunioni dell’anno, «in considerazione della possibilità di un accorpamento tra Usl 1 e Usl 2, a cui siamo favorevoli, e di una fusione tra i quattro Comuni della Sinistra Piave, per la quale abbiamo avviato un percorso di condivisione politico-istituzionale», ricorda Edi Fontana, vice sindaco e assessore al sociale di Limana. «La strada è sicuramente quella che porterà a realizzare delle sinergie. E la volontà dell’amministrazione è dare alla società recentemente costituita per la gestione della casa di riposo e del servizio di assistenza domiciliare la possibilità di mettere in piedi forme di collaborazione con le altre strutture». «Ovviamente quello approvato è solo un atto di indirizzo», prosegue Fontana, «trasmesso all’organo amministrativo della Limana Servizi Srl. E, nel momento in cui dovessero venire avanti sinergie, la società, che ha come socio unico il Comune di Limana, avrà delle linee guida per mettere in pratica qualcosa di concreto». Anche i Comuni di Trichiana e Mel sono gli unici proprietari di una società comunale, la Essepiuno Servizi Srl, dedicata alla gestione di servizi a carattere sociale (casa di riposo, assistenza domiciliare, farmacia comunale, servizio mense scolastiche). Una società nata a settembre scorso dalla fusione tra Villanova servizi e Ge.mel. «La Essepiuno, come la Limana Servizi, ha i requisiti dell’in house providing», dice ancora il vice sindaco, «e ricordiamo che il nostro consiglio comunale, nella delibera di costituzione della Srl, aveva formulato, tra gli altri, l’indirizzo volto ad attuare, dove possibile, convenzioni con enti pubblici o privati aventi la stessa mission sociale e finalizzati alla gestione associata di servizi o di parti di essi, in modo da creare possibili sinergie». Non è escluso che il percorso avviato potrebbe portare a un’eventuale aggregazione delle società partecipate, per razionalizzare i costi con economie gestionali, aumentare e ottimizzare l’efficienza dei servizi. «È ovvio che per il momento questo ragionamento può essere fatto solo con le strutture dell’Usl 1», commenta Fontana, la cui amministrazione, non molto tempo fa, si era detta favorevole all’unificazione tra le due Usl, ribadendo come l’aspetto su cui bisogna battersi non è tanto la presenza di un direttore generale o di due, quanto il mantenimento dei servizi.