Il Gazzettino, 11 novembre 2018

LENDINARA Dieci stanze per lenire le sofferenze di altrettanti malati oncologici e delle loro famiglie, togliendo il dolore e restituendo dignità alla persona nel momento più duro. È la realtà dell’hospice Casa del Vento rosa, unica struttura extraospedaliera polesana di cure palliative dove ieri mattina sono stati inaugurati due nuovi posti letto. Con il taglio del nastro sono stati aperti i nuovi locali, frutto di un ampliamento, arredati interamente grazie a una cospicua donazione della famiglia Chinaglia, che anche questa volta ha dimostrato grande generosità nel ricordo di Riccardo, scomparso nel 2000. Salgono così a quota dieci le ampie stanze dedicate ad accogliere i malati in fase terminale e i loro familiari, e non appena sarà stipulata l’apposita convenzione i nuovi posti letto potranno essere utilizzati per dare risposte di cui, purtroppo, in Polesine c’è bisogno.
IL PROGETTO «Qui si dà precedenza assoluta alla cura della persona, fornendo assistenza medica, psicologica e anche spirituale per chi lo desidera, mirando all’umanizzazione delle cure in un ambiente accogliente e tranquillo», ha spiegato Tosca Sambinello, presidente della Casa albergo per anziani che ha realizzato la struttura e la gestisce per conto dell’Ulss 5. Il direttore sanitario dell’Ulss Edgardo Contato ha sottolineato la lungimiranza, l’attenzione e la sensibilità di chi anni fa ha pensato e programmato la nascita dell’hospice. «Morire con dignità è importante. Qui si tenta di dare dignità in un momento importante e difficile della vita delle persone e dei loro cari ha detto – Stiamo lavorando per attivare altri cinque posti letto per le cure palliative ad Adria, perché questo atto di civiltà possa essere garantito anche nel Basso Polesine».Un saluto e un elogio sono arrivati da parte dell’assessore regionale alla Sanità Coletto, che non ha potuto presenziare, e a sottolineare l’importanza della struttura sono intervenuti anche il deputato Piergiorgio Cortelazzo e il sindaco Luigi Viaro.
LA STRUTTURA «Enti e istituzioni devono lavorare insieme per far vivere bene le persone fino all’ultimo momento, com’è stato fatto qui a Lendinara», ha detto Cortelazzo, mentre Viaro ha sottolineato che Lendinara è sempre più una città che pone la persona al centro delle attenzioni, anche con questi servizi di cui purtroppo molti hanno bisogno. La storia dell’hospice è stata ripercorsa dal direttore della Casa albergo Damiano Mantovani, che introducendo i testimonial Gianni Tessari, medico già direttore dell’Ulss 18, e il soprano Wilma Vernocchi ha ricordato come nel 1997 sia stato proprio Tessari a dare l’input per la presentazione del progetto pilota da cui è nato un accordo di programma pioneristico. «Ricevo attestazioni di gratitudine per quest’hospice, un luogo in cui si elimina il dolore e si restituisce dignità al malato, che può vivere giornate nella pienezza degli affetti», ha evidenziato Tessari. Il canto del soprano Vernocchi, che ha intonato i brani di alcune celebri colonne sonore accompagnata da Leopoldo Mosca al pianoforte, ha preceduto il taglio inaugurale e la visita delle nuove stanze.