Il Gazzettino, 3 maggio 2019

LENDINARA Anche per il 2018 la Casa albergo per anziani ha raggiunto il pareggio di bilancio sterilizzando la perdita, pari a quasi 268mila euro, e tira le somme sulle difficoltà affrontate e le opportunità future. Il Consiglio di amministrazione della Casa ha approvato il bilancio di esercizio 2018 tracciando le conclusioni sui conti che, negli ultimi anni, sono sempre più in sofferenza nonostante la struttura resti sempre molto apprezzata e gettonata, come testimonia l’altissimo tasso di occupazione costante dei posti letto disponibili.
LA PERDITA Il bilancio dello scorso anno si chiude con una perdita 267.994 euro che, come avvenuto negli scorsi anni, è stata sterilizzata per ottenere il formale pareggio. Nella sua relazione la presidente Tosca Sambinello spiega che nel luglio dello scorso anno la perdita era stimata in 330mila euro, ma con un’attenta azione si è riusciti a limitarla e ridurla. Nell’analizzare i motivi delle difficoltà che la Casa riscontra la presidente cita l’ennesimo rinvio della riforma delle Ipab nel Veneto, questione che penalizza le Ipab rispetto alle strutture private per quanto riguarda le questioni fiscali come Irap e Iva, e la dinamica relativa alle impegnative di residenzialità, ovvero le quote sanitarie regionali per le persone non autosufficienti, che vengono erogate da Regione e azienda sanitaria in un numero assai inferiore rispetto alle potenzialità della struttura.
MANCATA RIFORMA «In questo contesto la Casa si è venuta a trovare in non poche sofferenze, con minori entrate dice Sambinello nella relazione Per il 2018 erano state previste in via prudenziale 138 impegnative rispetto alle 178 convenzionate, ma le impegnative effettivamente presenti nel corso del 2018 sono state circa 122». La situazione penalizza non solo la Ipab, che vede calare le proprie entrate, ma anche gli ospiti e le loro famiglie perché i costi in assenza di quote sanitarie aumentano, anche se agli interessati non viene richiesto di sobbarcarsi per intero l’onere della retta. Nella relazione si rileva anche l’eccesso di presenza di centri di servizio a fronte di «una penuria di quote sanitarie inverosimile, e, peggio, senza una regolamentazione che, in un contesto di mercato sociale, sia in grado di far stare allo stesso tavolo alla pari e con regole di cosiddetta reciprocità».
STRUTTURA APPETITA In questo contesto il Cda, entrato in carica nello scorso luglio, sottolinea il fattore positivo dell’alta appetibilità della Casa albergo, perché l’altissimo tasso di occupazione dei posti letto testimonia quanto i servizi siano apprezzati. Proprio l’ampliamento dei servizi proposti è individuato come strada per affrontare e ridurre le difficoltà, e in quest’ottica il Cda ha confermato i progetti già impostati dagli amministratori precedenti tra cui quello mirato ad ampliare i servizi domicilari. «Pur fra diverse difficoltà, il progetto operatore di prossimità sta provando a creare momenti relazionali e di supporto interloquendo con alcune fasce di anziani del territorio comunale, pensando alla possibile e successiva offerta di servizi», aggiunge Sambinello nella relazione. Nel frattempo si pensa anche al concreto avvio dell’attività per la nuova residenza per persone con disabilità La nostra casa, inaugurata a novembre e inserita nel contesto della legge sul dopo di noi