Giornale di Vicenza 17 dicembre

«Bassano seconda Ulss della Provincia e polo sanitario d’eccellenza per tutta l’area della Pedemontana vicentina». A meno di due settimane dalla scadenza del mandato di quella che forse sarà l’ultima direzione strategica dell’Asl 3 e mentre ancora si attende di capire come si concretizzerà il piano regionale per la riorganizzazione del sistema sanitario del Veneto, le categorie economiche bassanesi tornano ad affermare la centralità e l’importanza dell’ospedale di via dei Lotti e rilanciano la proposta di una Ulss della Pedemontana: un’unità sanitaria cui facciano riferimento le aree di Thiene, Santorso e Asiago e che abbia come capofila proprio Bassano e il suo nosocomio. Una soluzione che, come lasciano intendere i rappresentanti del tessuto imprenditoriale locale, dovrebbe scongiurare i rischi di decadimento dei servizi e la perdita di primariati derivanti dall’accorpamento dell’azienda sanitaria numero 3 alle altre Asl del Vicentino.In realtà, rispetto alla prima ipotesi di riforma prospettata dal governatore Luca Zaia (quella in cui si prevedeva la fusione di tutte le Asl di una stessa provincia), il quadro è già mutato e anche a Venezia si è cominciato a parlare di due aziende per provincia. Per i portavoce del mondo dell’impresa tuttavia è fondamentale che il punto di riferimento resti Bassano.«Il nostro ospedale – ricorda a nome dei colleghi il presidente del raggruppamento bassanese di Apindustria William Beozzo – si trova in una posizione strategica perché vicino al casello della futura superstrada Pedemontana. I numeri parlano chiaro: questo è un ospedale che funziona e che ha portato ricchezza. Il bilancio 2015 si è chiuso con un utile che sarà utilizzato per gli investimenti. Quest’anno sono stati impegnati 30 milioni di euro per anziani e disabili e 21 milioni per la medicina integrata. A questi si aggiungono i 90 milioni spesi per il personale e immessi nel territorio. La maggior parte dei dipendenti risiede infatti qui».«Su questo punto – aggiunge il presidente degli artigiani Sandro Venzo – le categorie economiche sono unanimi e stanno lavorando assieme. I vantaggi saranno tangibili per tutti».

«La proposta che arriva dal bassanese è interessante perché parte dall’analisi della situazione attuale e mette al centro la qualità dell’assistenza, e quindi mette al centro i cittadini e la loro domanda di salute. Non i confini delle ex province. La dimensione delle Ulss va disegnata a partire dai servizi e dai territori. Il contrario di quello che la giunta regionale voleva fare prima di arenarsi e rinviare tutto al 2016». Cosi il consigliere regionale Stefano Fracasso e la senatrice Rosanna Filippin commentano la proposta lanciata dalle categorie economiche e dagli enti locali per l’istituzione di una “Ulss della Pedemontana”.«La dimensione delle Ulssdeve essere disegnata a partire da una considerazione sui servizi, e in particolare su quelli territoriali, e sulla capacità di integrazione tra Regione e Comuni – spiegano -. È proprio quello che avviene con questa proposta, che nasce dall’analisi della situazione del territorio. Prima che ai confini si guarda alla possibilità di garantire un sistema sanitario di qualità. La proposta dei sindaci è in linea con il bacino di circa 400 mila abitanti, individuato come ottimale nel piano socio sanitario».