Arena 31 dicembre

Dopo otto anni al vertice dell’Ulss20, Maria Giuseppina Bonavina lascia l’ufficio di via Valverde per ritornare a Padova, dove riprenderà «il posto da direttore medico allo Iov, l’Istituto oncologico veneto, vinto tramite concorso pubblico: mi ero messa in aspettativa».
Sperava in una riconferma? «No. Anche perché è stato ridotto il numero dei direttori generali», risponde. «E poi me ne vado dopo due mandati e un bilancio assolutamente positivo, per il quale ho lavorato fino all’ultimo giorno di incarico, supportata da ottimi collaboratori. Non è semplice operare bene in un territorio che non ti appartiene, ma mi sembra di esserci riuscita. Grazie appunto al mio staff».
Fra i traguardi di cui è particolarmente soddisfatta, Bonavina elenca «l’attivazione di tutti i 98 posti letto previsti negli ospedali di comunità, il rinnovo del parco attrezzature, il taglio delle liste d’attesa. E soprattutto il passaggio da quattro a due distretti, operazione dettata dalla necessità di razionalizzazione le risorse e ridurre gli sprechi, ma di non facile attuazione».
Nei due mandati non sono mancati momenti di tensione. Il trasferimento del Sert dal centro alla Zai, che sollevò molte proteste, è stato uno di questi, come pure la riconversione del distretto di Borgo Milano; o i dipendenti assenteisti che avevano fatto finire l’Ulss 20 a Striscia la Notizia… Ma ha saputo anche conquistarsi l’approvazione di cittadini e pazienti.
«Lascio l’incarico in buone mani», si accomiata Bonavina. «Il dottor Girardi, insieme al quale ho lavorato anni fa proprio allo Iov, è una persona preparata».