Nuova 28 maggio 2015

La direzione della casa di riposo di Noale ha deciso di invitare i 17 sindaci dell’Asl 13 affinché visitino l’interno della struttura di via De Pol inaugurata due anni fa. Un modo per far vedere come si fosse già pronti per aprire lo scorso primo maggio l’ospedale di comunità con 40 posti. Ma tre giorni prima di Pasqua, il consiglio regionale ha approvato l’emendamento per inserirli nel vecchio Per Fortunato Calvi e tutto è saltato. Un danno che la proprietà stima in svariate migliaia di euro, anche perché attrezzature e letti sono nuovi di zecca e nessuno può usarli. «Non ci fermeremo davanti alla decisione incoerente e inaccettabile di Palazzo Ferro Fini», dice Mauro Cazzaro, presidente della casa di riposo e della ditta Relaxxi che l’ha realizzata, «Una decisione arrivata con un voto tutti in piedi, come si suole dire, quando si delibera per sfinimento o per fretta di andarsene a casa. La nostra struttura ha un valore sociale, sanitario, territoriale e, lasciatemelo dire, anche etico. Non si possono accogliere persone malate in un edificio vecchio e deteriorato. Abbiamo scelto di investire per offrire un servizio ottimale a un costo imposto dalla Regione, seguendo i dettami del nuovo Piano sanitario, un progetto ben meditato e condiviso che non deve essere annullato dalle logiche della politica di interesse». La dirigenza della casa di riposo stima che i 40 posti letto costerebbero alla Regione 117 euro ciascuno al giorno, come deciso dalla giunta, mentre se ne spendono oltre 700: in altre parole, 24 mila euro al giorno. Ora si attende la risposta dei sindaci dell’Asl 13. «Li abbiamo convocati», continua Cazzaro, «perché la conferenza aveva deciso con voto unanime che la casa di riposo diventasse ospedale di comunità. Non abbiamo invitato la direzione dell’azienda sanitaria perché ben conosce la struttura e le potenzialità. Con i vari responsabili, prima dell’emendamento del 2 aprile, si stava già definendo il protocollo di accoglienza. In quasi due mesi abbiamo già raggiunto una considerevole cifra di mancato risparmio: circa un milione e mezzo di euro».