La patata bollente  all’interno dell’azienda sanitaria barese, la più grande della Puglia, è venuta a galla nel pentolone di costi e spese pazze già da qualche mese. E cioè da quando dal Tribunale del Lavoro sono piovute le prime sentenze che davano ragione ai dipendenti che s’erano rivolti al giudice per ottenere il rimborso dei buoni pasto, che l’Asl non passava. Il resto l’hanno fatto i sindacati autonomi, Unione Sindacati dell’Impiego Pubblico e Privato (Usppi-Puglia) in testa, che hanno denunciato, appunto, la cattiva gestione della indennità di mensa alla “Asl di Bari” e le vicende ad essa legate. Una brutta storia che ora sta riportando l’azienda sull’orlo del collasso economico-finanziario, a rischiare di dover pagare diversi risarcimenti. Gravi ombre, dunque, sulla gestione del servizio mensa alla Asl di Bari, una storia che di dipana da diversi anni e che interessa circa 7.500 dipendenti mentre “stranamente” i vertici aziendali hanno dimenticato di impugnare, nei giorni scorsi, diverse sentenze, liquidando il risarcimento a circa un centinaio di dipendenti – denuncia il segretario generale dell’Usppi Nicola Brescia -discriminando così altre migliaia di lavoratori che vantavano lo stesso diritto. Infatti, come emerge anche dalla relazione che l’estate scorsa il vecchio direttore generale Domenico Colasanto consegnava al capo della giunta regionale per difendersi dalle accuse di una ben più vasta ispezione ministeriale in uffici e servizi Asl, il riconoscimento del diritto al buono pasto è stato per anni disatteso dalla stessa azienda sanitaria. Ciò ha prodotto, bisogna ricordare, un contenzioso enorme con il personale, fin dal 2007, cioè da quando i dipendenti interessati alla questione –oltre cinquemila- ottennero sentenze di primo grado favorevoli al riconoscimento del diritto alla mensa. E così ora l’Azienda Sanitaria di Bari, dopo aver anche mutato timoniere, rischia di bruciare una decina di milioni di euro per il mancato accordo coi sindacati sulla distribuzione dei buoni-pasto in sostituzione del servizio mensa che ancora non c’è. «Si ritiene – si legge nelle conclusioni della ispezione ministeriale – che mediamente tali spese possano stimarsi in non meno di 1000 euro per singolo ricorso, di cui 500 euro per Consulenze Tecniche (Ctu) con un potenziale costo complessivo pari a 5 milioni e mezzo, ai quali occorre aggiungere la sorte capitale>>. Insomma, la mensa rappresenta ancora una tribolazione per l’Asl del capoluogo pugliese: prima è stato istituito dalla precedente direzione generale, poi è stato revocato, e infine negato ai lavoratori. E così, con diverse delibere dell’anno scorso e l’altra di qualche giorno  fa, è stato stabilito di liquidare il risarcimento soltanto a circa duecento dipendenti (tra personale medico, paramedico e amministrativo dei vari ospedali appartenenti alla azienda sanitaria barese) piché il settore legale si sarebbe lasciato sfuggire la impugnazione di altre sentenze, in particolare nei confronti di un avvocato, moglie di un dirigente sindacale. Stranezze che l’Usppi, adesso, potrebbe denunciare direttamente a Procura della Repubblica e della Corte dei Conti. A conti fatti, sempre secondo il maggiore sindacato autonomo che si occupa di sanità, sono più di settemila i lavoratori che chiedonochiarezza, invitando il direttore generale a dare le dovute spiegazioni. “E’ assurdo in una fase così grave creare i presupposti per ulteriori sprechi nel servizio pubblico, ignorando il piano di rientro e gli accordi già sottoscritti che farebbero risparmiare l’azienda sanitaria””, rimarca ancora Brescia. Ed ora, col rischio che se non si perfeziona un’intesa che pure pareva raggiunta, il contenzioso legale potrebbe lievitare a dismisura, producendo un danno che supererebbe secondo alcuni calcoli i 10 milioni di euro, mentre torna a montare la rabbia di migliaia di medici, impiegati e paramedici senza soldi, rimborsi e mensa. I sindacati autonomi, come detto, hanno già predisposto un esposto molto dettagliato alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, per chiedere chiarezza su questa intricata matassa tra consulenze, spese legali, rimborsi mirati e ricorsi mancati….