VENEZIA Non c’è solo Ca’ della Robinia a Nervesa della Battaglia: ora sotto la lente della Regione e delle procure finiscono anche tutte le altre cooperative del bando al centro della bufera. E sospetti di irregolarità (benché di diversa natura) sono già spuntati per due di queste, Athena di Mestre e Ipas di Padova, anch’esse aggiudicatarie di un finanziamento a tasso zero nell’ambito del fondo regionale di rotazione da 50 milioni per «servizi sociali e sociosanitari », che nel caso già noto è stato però utilizzato per acquistare un’ex discoteca e affittarla ad una birreria. Ebbene l’assessore di comparto Davide Bendinelli, successore dell’ideatore dell’iniziativa Remo Sernagiotto, ha annunciato da un lato il ritiro dell’erogazione alla Onlus trevigiana, dall’altro una diffida e una verifica nei confronti delle altre due, nel quadro di una più generale verifica delle assegnazioni finora accordate.

La puntualizzazione di Bendinelli è basata su due premesse. Prima: la delibera registrò un solo voto contrario, «cosicché non si può sicuramente affermare che l’iniziativa fosse considerata da tutte le forze politiche palesemente inopportuna o, tantomeno, una forzatura ». Seconda: la giunta prese «meramente atto delle risultanze dei lavori di un’apposita commissione tecnica interna costituita dall’allora dirigente dei servizi sociali (Mario Modolo, ndr.)». Detto questo il governatore Luca Zaia non ha solo «incaricato la struttura legale di staff di dar corso ad una verifica interna », richiesto «una verifica ispettiva» e segnalato la vicenda ai magistrati di Venezia e Treviso (tanto che giusto ieri «l’avvocatura regionale ha avuto il primo contatto con la procura per consegnare la documentazione relativa a Ca’ della Robinia»): la Regione ha fatto sapere pure che lunedì Domenico Mantoan, direttore dell’area Sociale, «ha disposto l’avvio del procedimento di revoca del contributo alla cooperativa Ca’ della Robinia, con contestuale sospensione dei pagamenti, concedendo 6 giorni per controdedurre sulla questione “affitto d’azienda”».

Inoltre è emerso che Zaia lo scorso 25 aprile «ha chiesto una pronta attivazione» dello stesso Mantoan «per una verifica di tutti gli interventi ammessi a finanziamento», tanto che già lunedì il dirigente «ha disposto l’avocazione a sè dell’intera pratica e ha costituito una commissione interna» che potrà avvalersi pure «degli uffici tecnici delle aziende sanitarie per gli accertamenti». È in questa cornice che la Regione ha diffidato Athena, beneficiaria di un finanziamento di 5,1 milioni, «a comunicare entro il 30 aprile la data di inizio lavori» (e comunque a cominciarli entro due mesi dalla lettera) per la riqualificazione della casa alpina di Laggio di Cadore, acquistata al 70% dall’Associazione famiglie rurali, pena il rientro dei 2,2 milioni già liquidati. Per quanto riguarda Ipas, sono stati invece già completamente elargiti i 4,2 milioni necessari all’acquisto di un immobile a Monselice da destinare all’inserimento lavorativo dei portatori di handicap, tanto che nel giugno dello scorso anno è iniziata la restituzione rateale del prestito, ma ora è stata avviata una verifica «sulla tipologia dei soggetti disabili impiegati, che per le cooperative di tipo “b” deve essere minimo il 30% delle persone assunte». Dalle visure camerali relative alle due cooperative, risulta una curiosità, al centro anche di unservizio di Striscia la notizia. Presidente sia di Athena che di Ipas è la stessa persona: Moreno Lando, socio fra l’altro del consigliere regionale Leonardo Padrin nella Servizi Logistici Srl, che ha sede in via Svezia 9 (mentre al civico 9/8 è ospitata Ipas, al cui numero telefonico risponde pure Athena). Ieri l’intera faccenda è stata segnalata dal presidente uscente e ricandidato Zaia alla procura regionale presso la Corte dei Conti. A quegli stessi inquirenti sarà presentato anche l’esposto che la sua avversaria Alessandra Moretti illustrerà oggi proprio nella sede di Ca’ della Robinia, scelta ancora settimane fa per una tappa del suo tour elettorale.