Vita del Popolo 25 gennaio

SAN DONA’ Nuove risposte per una popolazione sempre più anziana: è l’obiettivo degli indirizzi per lo sviluppo di politiche e servizi verso gli anziani approvati dalla Giunta su proposta dell’assessore Maria Grazia Murer nello scorso mese di dicembre 2015.
Punto di partenza è l’analisi della situazione attuale: la popolazione ultra 65enne rappresenta il 22 per cento dei sandonatesi ma è destinata a raddoppiare nei prossimi 50 anni. Merito dell’allungamento della vita: a fronte di una speranza di vita nel 1990 di 73 anni per gli uomini e 80 per le donne, attualmente gli stessi valori sono cresciuti a 79 e 85 anni. “Considerare anziane le persone con più di 65 anni può essere in parte fuorviante dal punto di vista sociale, economico e sociosanitario – osserva l’assessore – ma uno scenario del genere impone un ripensamento complessivo dei servizi agli anziani”.
Attualmente il servizio di assistenza domiciliare serve circa 100 utenti che ricevono, in media, 3 ore di assistenza domiciliare a settimana, in linea con quanto avviene a livello regionale e nazionale. “Dobbiamo ripensare il servizio domiciliare superando il modello prestazionale a favore di un servizio che sia proattivo, integrato e di comunità – aggiunge Murer – e che sia espressione di un processo organizzativo condiviso tra più enti e più attori pubblici e privati”. In pratica, passare dall’assistenza domiciliare ai servizi alla domiciliarità e alla fragilità, a livello locale significa cercare di raggiungere un target indicativo di circa 1.000 utenti che è la stima delle persone in condizioni di fragilità oggi a San Donà di Piave, ovvero il 10% degli over 65%.
Per fare ciò l’Amministrazione comunale sta realizzando appositi percorsi formativi destinati agli operatori del settore. “E’ importante pensare ai luoghi, alle strutture e agli ambienti di vita da rendere disponibili e accessibili a favore della popolazione anziana già dal manifestarsi della condizione di fragilità – conclude l’assessore. Questo implica un importante investimento su modelli organizzativi che superino le rigidità delle singole organizzazioni e promuovano filiere di servizio in grado di integrare, includendo il ruolo di Ipab e Asl, processi e strumenti per la qualità della vita della popolazione anziana”.
Si inserisce in questo contesto l’accordo di programma sottoscritto a dicembre 2014 tra l’Amministrazione comunale sandonatese e l’Ipab “Monumento ai Caduti di Guerra” in materia di riorganizzazione dei servizi alla popolazione anziana, nell’ambito del quale il Comune si è reso disponibile a cedere all’Ipab l’area di proprietà dove ha sede attualmente l’ex-Casa Paterna in via Calnova, al fine della costruzione di un edificio da adibire a Centro Servizi, in un’ottica di evoluzione e diversificazione dei centri servizi residenziali. Il nuovo Centro Servizi infatti dovrebbe comprendere una Residenza sanitaria assistita (Rsa) prevista con una capacità di 120 posti letto già inseriti nella programmazione regionale per anziani non autosufficienti ed altre strutture complementari alla Rsa quali Alloggi protetti per anziani, Centri diurni per persone anziane non autosufficienti, ospedale di comunità, centro assistenza per disabili.