Tribuna 2 gennaio

Oggi al Ca’ Foncello si insedia Francesco Benazzi. Il primo giorno della grande rivoluzione della sanità trevigiana: decolla la super Usl della Marca, varata da Zaia, che vedrà al vertice Benazzi – torna all’ovile carico di riconoscimenti ma anche di attese – e sotto di lui le tre terne dei direttori. Treviso avrà la sua – Benazzi aveva con sé in squadra nell’Alta Padova Annamaria Tomasella come direttrice amministrativa, e Gianfranco Pozzobon come direttore dei servizi sociali: sono entrambi trevigiani, potrebbero tornare all’ovile anche loro – la ex Usl 7 la propria, l’ex Usl 8 altrettanto. Il borsino dice che sono in ascesa le quotazioni di Patrizia Benini, attuale direttrice del Ca’ Foncello. La rivoluzione, che ha scatenato le reazioni di molti sindaci di Sinistra Piave e Pedemontana, che confidavano in un passaggio graduale a due Usl – come peraltro avvenuto a Venezia e Vicenza, con la conservazione dell’Usl di Bassano e San Donà rispettivamente – innesca reazioni politiche. La più forte è del Pd provinciale. La segretaria Lorena Andreetta annuncia battaglia: «Non discutiamo le persone nominate, ma il fatto che Zaia, con la riforma in alto mare in consiglio regionale, abbia voluto fare le cose in fretta con un’accelerazione che non sta né in cielo nè in terra e di cui non si sentiva la necessità», premette l’ex sindaco di Codogné, «per questo agiremo in sede di conferenze dei sindaci e di commissione regionale sanità, per tornare all’iter naturale delle cose: prima la legge, poi la nomine». Anche sull’unificazione il Pd si smarca: «Se si sceglie la gradualità, allora la si fa per tutti», prosegue Andreetta, «la verità è che Zaia ha prima annunciato fuoco e fiamme, poi tutto è caduto, fino al maxiemendamento non sostenuto dalla stessa maggioranza, anche sull’azienda zero, e allora per cercare di mettere un toppa ha fatto le nomine il 31 dicembre. La sua sbandierata rivoluzione non ha avuto sostegno, anzi è stata contestata da tutti, dai sindaci e dai territori». Il Pd invoca «un percorso istituzionale chiaro, limpido», nelle sedi «deputate», e ribadisce la priorità «del progetto, del disegno globale, dell’obiettivo da centrare». Dall’altra parte, il Carroccio, fa quadrato sulle scelta di Zaia. Il segretario provinciale Dimitri Coin conferma di essere uno dei fan di Benazzi: «È la miglior scelta che potesse esser fatta, conosce benissimo il suo mestiere, e devo dire che a un certo punto sembrava che il suo approdo a Treviso fosse tramontato», dichiara il numero uno della Lega di Marca, «Zaia ha dato alla nostra provincia un manager indiscutibile, che farà grandi cose. Anzi, dirò di più: con un dirigente così Treviso può fare da autentico laboratorio per il Veneto, come ha già fatto in passato, proprio sulla sanità. E dimostrare che la scelta di Zaia di accorpare le province è vincente». I sindaci della Sinistra Piave, anche più vicini a centrodestra e Lega, confidavano di avere due Usl anche nella Marca. «Credo che il tempo dimostrerà come questa scelta sia stata felice, Treviso apre la strada anche per altre Usl non ancora unificate».