Giornale di Vicenza  6 ottobre

Il presidente della cooperativa Bramasole, Moreno Lando, non ci sta a fare la parte di chi non presta attenzione agli ospiti del San Camillo. «Nel video che è stato diffuso non si riconosce nulla che possa far pensare all’Ipab e non c’è alcun particolare che riconduca ad un paziente preciso, ad una stanza identificabile. Quindi – aggiunge – per tutelarci non possiamo far altro che procedere con una denuncia contro ignoti. Inoltre escludo categoricamente che si possano trovare vermi nelle lenzuola. In ogni reparto, oltre al nostro personale, c’è un medico, pertanto se fosse accaduto se ne sarebbe accorto». Denunce, richiami, il presidente non usa mezze parole. «Purtroppo c’è un clima molto esasperato tra alcuni rappresentanti sindacali e la cooperativa che rappresento. Vorrei fosse chiaro un concetto, abbiamo vinto un appalto, il personale che lavora è sufficiente, sulla base degli standard regionali, per provvedere alle persone che sono ricoverate. Ognuno deve fare la sua parte e questo non sempre avviene con periodi di ferie che si sommano a malattie, per cui a volte siamo in difficoltà, ma non da creare situazioni insostenibili o dannose».Dall’altra parte il presidente di Ipab, Lucio Turra. «A sconcertarmi nel video non erano tanto le ferite che il paziente aveva, ma le lenzuola sporche di sangue. Che evidentemente non sono state cambiate come i protocolli prevedono. Di fronte a tutto questo mi preoccupa il rischio clinico legato alla mancata pulizia. Si tratta di una condizione che non ci possiamo permettere. Innanzitutto per gli ospiti che sono soggetti fragili, deboli a cui va tutta la nostra attenzione. E poi per il rispetto che dobbiamo anche ai loro famigliari che li lasciano in cura nella nostra struttura».Turra presiede il cda di Ipab da pochi mesi e non si aspettava certo una bufera di queste proporzioni. «Il nostro rapporto con Bramasole è complesso e lo dimostra la diffida che abbiamo inviato due settimane fa nella quale sono stati elencati un centinaio di punti sui quali abbiamo chiesto miglioramenti senza ottenerli». Ieri sera c’è stata una riunione urgente del Cda. «Adesso non possiamo far altro che attendere l’esito delle verifiche. Potremo rescindere l’appalto oppure accordarci consensualmente affinché la cooperativa lasci il San Camillo. Le strade non sono molte. La situazione è pesante