Dopo aver scelto e inserito due progetti ParmaInfanzia nel volume “Le sfide della qualità, percorsi di valutazione e azioni di miglioramento nei servizi 0-6”, la Regione Emilia-Romagna, assessorato Politiche Sociali prosegue l’analisi della qualità dei servizi per la prima infanzia convocando, tra i testimoni qualificati, Marco Papotti, responsabile dell’Area Educativa di Proges, cooperativa sociale leader a livello nazionale dei servizi 0-6.
L’ente di viale Aldo Moro, in particolare l’Area Infanzia e Genitorialità, ha, infatti, recentemente promosso una serie d’interviste con funzionari e dirigenti rappresentanti del pubblico e del privato con l’obiettivo è di cogliere un quadro articolato di testimonianze, che naturalmente comprendono anche quelle di équipes educative e coordinatori pedagogici, in modo da fare emergere potenzialità o limiti del progetto regionale.
Il volume “Le sfide della qualità, percorsi di valutazione e azioni di miglioramento nei servizi 0-6” intanto, ha raccolto e sistematizzato le esperienze che hanno visto impegnati i servizi educativi nei processi di qualificazione e innovazione per l’anno scolastico 2013-2014. L’ottica è quella delle linee guida della Regione sperimentali in ambito pedagogico, emanate nel 2012, per puntare a un’evoluzione che va nella direzione della qualità, come recita il titolo. Qualità sempre più importante negli ultimi anni, in un momento in cui la finanza pubblica non è più in grado di sostenere l’ulteriore sviluppo dei servizi.
Il progetto ‘La rete tra territorio, famiglie e servizi per l’infanzia’, realizzato al nido Cappuccetto Rosso, è stato un’occasione per coordinare il lavoro del servizio e le risorse del territorio nell’ambito delle azioni di sostegno alla genitorialità e per favorire nel servizio educativo una maggiore abilità nel muoversi tra le offerte territoriali.
Il progetto ‘Monocromo’, realizzato al nido e scuola dell’infanzia Gelsomino di Parma da gennaio a giugno dello scorso anno, in collaborazione con l’associazione Googol, ha voluto sperimentare il laboratorio scientifico nella scuola dell’infanzia in un percorso che ha visto coinvolte anche le sezioni di nido e ha permesso occasioni d’incontro e scambio fra bambini di età diverse, oltre che il confronto con persone adulte diverse rispetto alle educatrici. E poi, naturalmente, è stato utile per fare esperienze piacevoli e diverse dalla norma, muoversi all’interno degli spazi del nido e della scuola e, soprattutto, ampliare le proprie conoscenze, competenze e autonomie.