La Nuova, 19 dicembre 2015

JESOLO Da ospedale a cittadella della salute, ieri il presidente della Regione Luca Zaia a Jesolo per l’inaugurazione della prima Urt, unità riabilitativa territoriale, del Veneto. In due anni e mezzo l’ospedale è stato trasformato in un polo sanitario del tutto nuovo, come ha sottolineato anche l’assessore di Jesolo Ennio Valiante. L’Unità riabilitativa territoriale (Urt) è una struttura intermedia per le cure dei pazienti che sono stabilizzati dal punto di vista medico e non richiedono assistenza ospedaliera, ma sono troppo instabili per poter essere trattati in un semplice regime ambulatoriale o residenziale. Persone con patologie croniche evolutive, pazienti a lento recupero funzionale che hanno già effettuato riabilitazione intensiva, colpiti da ictus, sclerosi multipla, Parkinson, Sla ed altre malattie, in generale pazienti che necessitano di proseguire la riabilitazione cardiologica per un periodo più lungo rispetto alla degenza classica. Prevista l’attivazione di un modulo di 8 posti letto, integrati con la lungodegenza e la medicina riabilitativa, nell’ala ovest del presidio ospedaliero. I nuovi poliambulatori di Jesolo sono al primo piano del presidio, dove erano attive le sale operatorie. Garantite all’utenza 22 attività specialistiche, sia distrettuali che ospedaliere, in 14 ambulatori. I nuovi poliambulatori specialistici di Jesolo, diretti dal dottor Loredano Milani, sono un ulteriore esempio di integrazione tra ospedale e territorio. «È particolarmente significativo che la prima Urt del Veneto veda la luce a Jesolo», ha detto Zaia, «perché dimostra che abbiamo investito e continuiamo ad investire su questo ospedale nell’ottica più moderna, che è quella della maggior deospedalizzazione possibile, dando alla gente tutte le cure e l’assistenza che possano evitare il ricovero, sgradito alle persone e a volte inutilmente costoso. È una nuova eccellenza, in aggiunta a ben 80 milioni di prestazioni erogate in Veneto in un anno». Ha dunque ringraziato gli albergatori di Jesolo rappresentati dal loro presidente, Massimiliano Schiavon, che hanno donato alla Fisiatria due tapis roulant ed una cyclette per la rieducazione motoria e l’analisi della capacità del passo. «Abbiamo concluso la programmazione dei posti letto come previsto dal piano sociosanitario regionale», ha detto il direttore generale dell’Asl 10, Carlo Bramezza, che potrebbe restare in carica un altro anno, «i 70 posti letto previsti per Jesolo sono oggi un realtà, ripartiti in 25 per la medicina fisica e riabilitazione, 25 per la medicina, 20 per la lungodegenza divisi a loro volta in 10 per la cardiologia riabilitativa e 10 per la riabilitazione fisiatrica. Cittadini e turisti potranno trovare tutto ciò che serve per le proprie cure in un’unica sede, capitolo ovviamente a parte per i pazienti acuti che vengono trattati negli ospedali di tipo Hub»