Il Gazzettino, 14 maggio 2019

JESOLO Operatori socio-sanitari cercansi. Anche per la nuova casa di riposo Stella Marina di Jesolo, inaugurata lo scorso dicembre e che finora ha accolto solo cinquanta ospiti sui 120 posti a disposizione, proprio perché si fa fatica a trovare chi completi l’organico dei dipendenti, che sono finora un centinaio.Le difficoltà si sono registrate soprattutto nell’assunzione degli Oss. E’ quanto emerso domenica scorsa, a margine dell’elegante cerimonia di consegna di quindici quadri realizzati dalla signora Elia Gambone, 98 anni, originaria di Avellino, ma da tempo residente in città dopo aver vissuto in Repubblica Ceca e in Germania. Artista che vanta numerosi premi e ha collezionato diverse esposizioni, le sue opere sono state presentate al piano terra della struttura e particolarmente apprezzate dai cinquanta ospiti presenti. «Ospiti che potrebbero essere di più ha detto la direttrice della struttura, Annalisa Basso , ma il vero problema è la difficoltà nel reperire gli Oss, che sono figure molto richieste. A breve la Regione farà un concorso al quale si sono registrate 12mila iscrizioni, ci auguriamo che ci possano essere delle risposte anche alle nostre richieste».A confermare la volontà della Casa di riposo di crescere nei numeri è stato il vicepresidente della cooperativa Alessandro Burini, vicepresidente di Universiis: «Siamo partiti a dicembre, abbiamo vissuto quattro mesi intensi spiega durante i quali abbiamo fatto un buon lavoro. E’ stato una sorta di rodaggio, ora puntiamo a raggiungere quanto prima la piena occupazione con i 120 posti letto. Ovviamente continueremo a crescere gradualmente, con criterio». E in ottica di crescita è stata vissuta anche la consegna dei dipinti, realizzati dall’artista durante l’inverno. «E’ la conferma di come questa struttura conclude il vicepresidente di Universiis si stia integrando con il territorio, sviluppando un’apertura nei confronti della città. Si tratta di un aspetto fondamentale anche per gli ospiti che in questo modo riescono ad avere anche un contatto con la realtà esterna». Un concetto quest’ultimo ribadito anche dal vicesindaco Roberto Rugolotto, presente alla cerimonia di domenica. «Questa cerimonia conferma come la casa di riposo non sia un’enclave come qualcuno ha polemicamente sostenuto sono state le sue parole – semmai questa struttura è uno dei simboli di una città solidale, fatta di persone che si prendono cura di altre persone. Naturalmente ci auguriamo che presto venga raggiunta l’occupazione di tutti i 120 posti letto».