Giornale di Vicenza 28 maggio 2015

«La Regione vuole toglierci i 4,2 milioni di euro di finanziamento concessi per una struttura che dia lavoro a 40 ex detenuti o persone con difficoltà sociali? È del tutto illegittimo. Siamo pronti ad agire non solo contro l´ente, ma anche contro i singoli responsabili dei provvedimenti». Se da una parte la Regione ha già decretato la revoca e il recupero dei 2,9 milioni prestati a tasso zero nel Trevigiano per la fattoria sociale divenuta invece finora solo una birreria, Venezia si trova ad affrontare una reazione durissima sul fronte di un altro caso esploso anche su stampa e tv nei giorni scorsi: 4,2 milioni concessi (e già versati praticamente tutti) alla cooperativa Ipas di Monselice, guidata da Moreno Lando che è un po´ un signore delle cooperative, visto che guida ad esempio anche la Athena che si è presa 5,1 milioni dalla Regione per acquistare un´ex casa colonica in Cadore e destinarla sempre a struttura sociale, e guida anche la Bramasole che è aggiudicataria di vari appalti per gestione servizi in strutture socio-sanitarie in Veneto, anche nel Vicentino. Il tutto sempre dentro quel fondo da 25 milioni dedicato a nuove iniziative di carattere sociale che per un trucco procedurale nella stesura delle delibere in Regione ha consentito anche di acquisire direttamente immobili destinati appunto ai progetti finanziati. In questo caso si tratta di un capannone.

LA DIFFIDA. Come noto la Regione dopo che è scoppiato il caso ha istituito una commissione interna di verifica, e il 19 maggio ha inviato alla Ipas una lettera di avvio di procedimento di revoca del finanziamento perché non risulta attuato il progetto di assumere 40 persone svantaggiate tra ex detenuti, ultra 50enni in condizioni di degrado sociale o di disoccupazione, disabili fisici e psichici. Venezia ha dato pochi giorni di tempo a Ipas per rispondere ai rilievi.

LA DURA REPLICA. Come detto, l´Ipas ha alzato i cannoni, con l´avv. Andrea Vianello. Segnala di aver già restituito 30mila euro (la rata annua che deve pagare alla Regione è di 168mila euro), di aver provato con documenti tutta l´attività avviata con Comuni, enti e altri per dare occupazione nella cooperativa, di aver già realizzato un previsto impianto fotovoltaico che deve rendere 95mila euro annui e movimentazione merci per 73mila euro, di aver assunto 4 persone e di prevedere altre 3-4 assunzioni in estate. Produce inoltre documenti che provano colloqui con aspiranti lavoratori e contratti a termine per 20-30 persone. Un recupero coatto del finanziamento invece farebbe chiudere tutto, mettendo in strada altre 48 persone che fanno altre attività in Ipas. Per questo l´avv. Vianello diffida la Regione dall´agire, chiede come minimo altri 10 giorni di tempo per mettere assieme la documentazione anti-revoca finanziamento e ipotizza «eventuali azioni di responsabilità» verso i singoli firmatari di provvedimenti. È scontro aperto.