Giornale di Vicenza 31 dicembre

S’intravede uno spiraglio di luce dopo la bufera sull’Ipab, sul San Camillo e sulle scarse condizioni igieniche nelle quali vivevano gli ospiti della struttura. Ipark, il braccio operativo dell’istituto di contrà San Pietro, assume infermieri, psicologi, personale medico e d’assistenza. Il bando di concorso per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di 20 operatori socio sanitari è stato pubblicato lunedì. «È il primo di una serie di 8-9 bandi che aiuteranno l’ente a riappropriarsi del servizio dopo che questo era stato affidato a soggetti esterni – spiega il direttore generale di Ipark Giulio Bertinato -. In altre parole si riparte da zero, cercando tutte le figure professionali che saranno impiegate non solo al San Camillo, dove la presenza del personale è più urgente, ma anche a Parco Città o nel centro diurno».Come dire, con l’anno nuovo si volta pagina e le cooperative escono di scena, almeno per quanto concerne questa specifica tipologia di assistenza. I bandi saranno scaglionati lungo il 2016 e la partecipazione è aperta a tutti. Comprese le persone, sottolinea Bertinato, «che hanno già lavorato nelle varie strutture dell’ente con contratti interinali». Ma con la discriminante non di poco conto che, tra i requisiti generali di ammissione al concorso, è specificato che i candidati «non devono essere stati destituiti o dispensati o decaduti dall’impiego in precedenti incarichi nella pubblica amministrazione o licenziati per dolo o colpa da un gestore di attività analoga a quelle di Ipark». Il trattamento economico, si legge nel bando pubblicato pochi giorni fa, ammonta a 18.772 euro lordi suddivisi in 14 mensilità. «Stiamo dando un bel segnale in tempi di crisi», commenta Bertinato che sottolinea la collaborazione con l’Ulss 6 («Abbiamo chiesto a loro di formalizzare i nomi della commissione esaminatrice») e l’ottica diversa con la quale l’ente sta operando «scegliendo la strada dell’internalizzazione del servizio».In queste ore, mentre il presidente dell’Ipab Lucio Turra e i manager Giulio Bertinato (Ipark) e Paolo Rossi (Ipab) preparano l’ultimo consiglio d’amministrazione del 2015, sono in molti a pensare con fiducia l’anno che verrà e molti di più, i famigliari dei degenti per esempio, a sperare che l’anno nero dell’istituto di contrà San Pietro non si ripeta. La vicenda che ha portato alla ribalta delle cronache il San Camillo, come noto, ha lanciato le avvisaglie quest’estate con l’appello dei parenti degli ospiti al nuovo Cda appena insediatosi. Una lettera dove i famigliari lamentavano di «sentirsi abbandonati» e di «contribuire noi stessi all’assistenza dei nostri familiari perché le ore di presenza assicurate dagli operatori non bastano» e puntando il dito su una tipologia di servizi offerti «fermi a 20 anni fa». Gli operatori erano quelli forniti dalla cooperativa padovana Bramasole; cooperativa aggiudicataria di un appalto mentre l’Ipab era retto dal commissario straordinario e licenziata poi a ottobre, dopo che il nostro Giornale pubblicò un video (girato a luglio) sulle scarse condizioni igieniche in cui versava il San Camillo.